giovedì, 26 novembre 2009

Stati statici
       sensazioni senz'azioni
e m'agita, il non agìto.

Illusione Ottica
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venerdì, 23 ottobre 2009

Cancello uno ad uno i segnali. Li mastico e li arrotolo nelle tasche sdrucite.  Indugio nella piazza spenta di notte, mentre il silenzio avvolge e frantuma crepitando l'eco dei passi.  Solo, nella meta e nei pensieri, circumnavigo i miei vuoti infeltriti. Almanacco i suoni acuti e grevi, i sorrisi negati, le parole feroci. Mi chiedo che ne è stato del tempo, di noi. Il riso pieno, le ore dolci. Gli odori e sapori. Sputo furtivamente a terra, scacciando l'amaro rimasto. M'attardo. Respiro piano, fumando catrame nel buio. Le luci puntellano una linea immaginaria che seguo, senza raggiungere alcunché, nella notte che si estingue.
Nell'aria rischiarata, oggi è già ieri. Non vorrei.



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lunedì, 05 ottobre 2009

luci ed ombraDifficile fermare la mente nel suo volo. Bello sentire il richiamo della luce rossa d'ottobre, inseguire nuove mete. Oltre i silenzi ed i coni d'ombra che procurano atterraggi di fortuna. In bilico tra sensi pieni e risvegli opachi, energie e stanchezze, vecchi progetti e nuove cose. La vita scorre veloce, tra giorni fitti, interminabili, per accorgersi, quasi smarrendosi, che una settimana è finita.

Transizioni. Minime, essenziali.

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martedì, 22 settembre 2009

Si dice interazione una situazione in cui due o più oggetti (agenti o sistemi) agiscono uno sull'altro. Il concetto è azione bidirezionale, con significati distinti nelle varie discipline. Più in generale l'interazione è presente in qualsiasi tipo di comunicazione (dove anche il ricevere è un'azione) e nel comando, o nella guida, di macchinari (dove chi opera reagisce agli effetti della propria azione). Infatti per interazione spesso s'intende proprio la comunicazione. (da wikipedia)


Interazioni. Parole ritrovate e posate. Offerte ad altri occhi.



Non solo in treno
(ottobre 2008)

Appunto, non solo in treno accadono certe cose.
Forse pensavamo che immobili, senza movimenti,
senza l'emozione che cresce...

Invece è proprio così! 
"Mi ridai le chiavi?" disse A.
Ma voleva dire altro, sebbene non lo ritenesse opportuno.
A. pensò che era tutto a posto, tutto quello che doveva, nelle caselle appropriate.
Come in caduta libera dal 40° piano, arrivata al decimo, si guardava intorno e pensava:
"Fin qui... tutto bene!"

Opportuno è ciò che fa stare bene.
La caduta a volte è inarrestabile, ma può essere lunga e misteriosa.
R. vola... o almeno così sente di fare.

A. vola e trova strana la sensazione.
La diverte smarrirsi, sa che non si perderà mai.
Sa che R. si fida di lei e fa bene, a fidarsi.
Perchè ovunque cadrà... sarà sempre sul morbido.

-Et fictum fit factum-

wayhome
Come si staccasse
(giugno 2001)

"Come se si staccasse il tramonto dall’orizzonte,

 giù in fondo,

un treno all’impazzata percorre la fuga del cielo

tra il sogno e l’incubo

un’inquietudine che la veglia non può interpretare.

Quell’immagine sa di nenie orientali,

salmodiare incalzante a bolero,

da spartito folle,

una vaniglia piccante

                     che arde di zenzero e avvolge di brivido,

solleva in volo e impietrisce il cuore.

E la fuga incalza

libera

guidata a semicerchio là,

nell’arco di confine del mondo visibile

prigione di nastri nell’intreccio del quotidiano, pigramente annebbiato

dal non-si-sa-come-e-quando.

Il confine dei papaveri tende all’oblìo

un incendio di abissi

offerti

su un binario infinito."




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mercoledì, 02 settembre 2009

superficiRugose, scomposte, isole.
                   Increspati pensieri derivano.
                                                    Smarriti nell'afa.       
                                                                        Superfici.
                                                                                Superfici al mente
.
                                          Strati e memorie, magia di licheni.



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lunedì, 20 luglio 2009

cuore di pietra
Partire e tornare,
ciottoli raccolti con dentro emozioni sbilenche, scelti per forma e colore, conservati nella boule di vetro.

Aspri e levigati, irregolari e simmetrici, stretti a pugno.


Lasci piccoli pezzi di cuore, in posti lontani.

Ogni volta ritrovi sorrisi e pensieri, conservati per te.








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giovedì, 18 giugno 2009

la valigiaBattito di ciglia. Istante vuoto.
La valigia, sul letto sfatto.
Un tempo indefinibile.
La carta da parati, di un giallino falso e la cornice di gesso in alto, a delimitare il soffitto bianco.
Le tende, inutili spessori verso l'esterno.
L'arredo di una stanza d'albergo ha qualcosa di lucidamente vuoto.

Fuori, rumori ovattati. Lo scroscio d'acqua dalla stanza accanto. Segnali confusi di un giorno che inizia.

Si vestì, impeccabilmente. La borsa, piccolo essenziale utero. Scese la rampa di scala felpata di rosso. Si confrontò con la luce forte dell'atrio, avviandosi alla saletta della colazione.

Le fette biscottate sigillate a due a due, integrali. Aprì la confezione con un piccolo crepitio. La punta tonda del coltello a spalmare il panetto di burro. Sollevò il lembo metallico, portando alla luce il rosso ciliegia della marmellata. Così finto, il colore. Sempre leggermente metallico, il sapore. Su tutto, l'aroma del caffè.
Gesti riproducibili in sequenze precise. A vincere ogni estraneità.(continua...)

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lunedì, 11 maggio 2009

fontKartica. Buffo nome per una persona, ma i suoi l’avevano scelto così, indugiando qualche giorno su JasmineUPC, dopo aver scartato Georgia e Verdana. Quel nome le dava un’arial un po’ bookman old style ed un certo impact. Lei dentro si sentiva un po’ century gothic, ma l’effetto che faceva agli altri era indubitabilmente più comic sans MS. Questo le spiaceva un po’.
Il suo fiore preferito non poteva essere che la freesiaUPC e quando un giorno Estrangelo Edessa, tramite un courier new ebbe modo di recapitargliene una, il cuore le fece batang. Capì subito che era l’uomo giusto per lei e si affrettò a rispondere con una monotype corsiva, zeppa di symbol inequivocabili. Accadde così che fuggirono a Tahoma e decisero di stabilirsi lì. Insomma, una storia molto book antiqua: ma quale storia d’amore che si rispetti non è così?

 P.S. Mi spiace, di questa storia non posso rivelarvi la font. Comunque vissero felici e content.



NdA*. Devo fare ammenda. Perché ne ho parlato solo distrattamente, pur adorando aNobii, come vedete nel  box a lato, in fondo. Invece questo social network è una piccola meraviglia, già a partire dal nome che deriva da Anobium punctatum, il "tarlo della carta". 


(
*NdA: sta per Nota di Asfodelo)
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