Difficile fermare la mente nel suo volo. Bello sentire il richiamo della luce rossa d'ottobre, inseguire nuove mete. Oltre i silenzi ed i coni d'ombra che procurano atterraggi di fortuna. In bilico tra sensi pieni e risvegli opachi, energie e stanchezze, vecchi progetti e nuove cose. La vita scorre veloce, tra giorni fitti, interminabili, per accorgersi, quasi smarrendosi, che una settimana è finita. Interazioni. Parole ritrovate e posate. Offerte ad altri occhi.

"Come se si staccasse il tramonto dall’orizzonte,
giù in fondo,
un treno all’impazzata percorre la fuga del cielo
tra il sogno e l’incubo
un’inquietudine che la veglia non può interpretare.
Quell’immagine sa di nenie orientali,
salmodiare incalzante a bolero,
da spartito folle,
una vaniglia piccante
che arde di zenzero e avvolge di brivido,
solleva in volo e impietrisce il cuore.
E la fuga incalza
libera
guidata a semicerchio là,
nell’arco di confine del mondo visibile
prigione di nastri nell’intreccio del quotidiano, pigramente annebbiato
dal non-si-sa-come-e-quando.
Il confine dei papaveri tende all’oblìo
un incendio di abissi
offerti
su un binario infinito."
Rugose, scomposte, isole.
Battito di ciglia. Istante vuoto.
Kartica. Buffo nome per una persona, ma i suoi l’avevano scelto così, indugiando qualche giorno su JasmineUPC, dopo aver scartato Georgia e Verdana. Quel nome le dava un’arial un po’ bookman old style ed un certo impact. Lei dentro si sentiva un po’ century gothic, ma l’effetto che faceva agli altri era indubitabilmente più comic sans MS. Questo le spiaceva un po’.