lunedì, 16 novembre 2009

A come.... asfodelo, il più umile e letterario dei fiori.
asfodeliSteppa mediterranea - Tenuta di Castelporziano, Roma

Ciuffi verdi d'asfodeli, gli steli florali passiti. Sullo sfondo felci bruciate d'autunno. Tra asfodeli e felci, una linea di demarcazione netta. Quella tra suolo umido e fertile e suolo arido e povero, dove l'asfodelo sa radicare.
Ho disseminato molti asfodeli, qui.


A come.... aforismi. Perché le parole sono armi potenti da usare con intelligenza. Da tenere sempre lucide e pronte all'uso. Piccole, preziose collezioni. Alcune qui.


A come.... ancòra.  Niente è mai dato per sempre, bisogna non smettere mai.
Non smettere mai di crederci, di stupirsi, di lottare, di innamorarsi. Non smettere di volere, di fare, di imparare. Costruire, creare, inventare, giocare, pensare, scrivere, parlare, comunicare.
Ancòra e ancòra, ogni giorno, testardamente.

 
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categoria : memoria, alfabeto




mercoledì, 04 novembre 2009

letto sfattoIl letto stamattina aveva un tepore speciale. Di quelli che ti avvolgono a spirale, ancorandoti al dormiveglia. Quando alzarsi diventa nascere di nuovo, sottrarsi al calduccio amniotico, ipnotico. Ricacciare la tentazione di restarmene sospesa e lontana dal mondo, protetta, è stato molto forte. Ma sono qui, il letto sfatto alle spalle, sorseggio un caffé.
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categoria : memoria, emozioni




martedì, 27 ottobre 2009

l'apparenza e la sostanza

Tra le poche cose che mi sono state chiare sin da piccina, c'è la differenza tra l'apparenza e la sostanza delle cose. Forse perché la nonna faceva degli gnocchi dalla forma impossibile, davvero bruttini ed irregolari, ma di una bontà unica.
Forse perché una volta, dopo aver mangiato una bellissima bacca rossa, sono stata male per giorni. Questo mi ha portato a dubitare dell'apparenza delle cose, ricercandone sempre la sostanza. C'è voluto invece molto tempo, per capire poi la differenza tra forma e contenuti. Per realizzare che, se i contenuti sono fondamentali, la loro forma non è trascurabile. Perché c'è una forma che è anche contenuto, sostanza. Forma che è apparenza, ma non solo.
Tra forma ed apparenza delle cose c'è una differenza sottile. Arguta, per così dire. Non è il perseguire l'apparenza a scapito della sostanza (perché spesso, pur se non sempre, le due cose sono in antitesi) che mi preoccupa di questi tempi. Mi preoccupa invece, il perseguirla senza curarsi affatto della forma.

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categoria : memoria, questioni spinose




giovedì, 24 settembre 2009

Ci sono canzoni che ami, che sanno darti emozioni profonde. Oltre l'armonia, oltre il significato. Che ascolti e riascolti. Alcune di queste, restano legate per sempre ad un momento preciso della tua vita, delle tue scelte.  Condensano un periodo, riescono  a cristallizzarlo per sempre in un nodo emotivo. Nel tempo l'emozione associata non muta. Ogni volta che le riascolti, ti riportano a quello che eri, a quanto in quel momento vivevi. Non sono tantissime, le canzoni così. Tre, forse quattro, nella vita di ognuno. Assolutamente soggettivo il vissuto, le associazioni che quella canzone sa evocare. Questa è una di quelle. Periodo terribile e sublime della mia vita.


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categoria : memoria, emozioni




mercoledì, 12 agosto 2009

stelle cadenti
"San Lorenzo, io lo so perché
tanto di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla
"
(10 agosto, G. Pascoli)


Per questi versi si poteva evitare di citare l'autore.
Credo siano pochi ad essere sfuggiti alla loro memorizzazione. Nella mia mente risuona ancora il mio timbro infantile ripetere "arde e cade". Queste due parole hanno un'armonia splendida e m'impegnai moltissimo, allora, a renderne compiutamente il suono, a riprodurre la salita e discesa che magnificamente si compie nella loro unione. "Arde e cade", mi emozionava, questo effetto. Questa sotterranea armonia. Molto più del tristisssimo senso della poesia.

Certo, Pascoli e Carducci (il verde melograno dai bei vermigli fior), non sono i poeti che hanno colpito il mio cuore. Altri lo hanno fatto, molto tempo dopo. Ma è nell'imparare i loro versi, nel ripeterli ritmicamente, che ho scoperto l'assoluta magia delle parole, il loro ritmo e suoni.

Imparare a memoria i versi di una poesia non è solo un esercizio sterile, tutt'altro. L'esercizio dell'apprendimento mnemonico nell'infanzia è fondamentale. Mi spiace che si stia perdendo. Sviluppare la capacità a ricordare è coltivare la cultura del passato. La tradizione orale che ha permesso a tanto di tramandarsi, nel tempo. Ricordo un nonno, quasi analfabeta, che recitava orgoglioso tutto l'orlando furioso.

Stiamo diventando un popolo senza memoria e senza memoria, non c'è identità.

Non è di questo che volevo parlare. Volevo parlare di stelle cadenti e di sogni. Di desideri affidati ad una scia luminosa. Il senso magico di un naso all'insù nella notte, che sa trasformare in stella cadente, uno sciame di meteore.
Forse non è importante quello che volevo dire. Neppure questo lo è.


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categoria : citazioni, memoria




giovedì, 30 luglio 2009


Ho fatto un sogno. 
Un sogno che non si può raccontare, perché non è importante, quello che succede nel sogno. E’ importante quello che un sogno così ti lascia dentro. E’ questo che ti racconterò. Ho capito quanto conta la volontà, la voglia, l’energia, l’amore. Quando devi lottare contro le tenebre. Perchè le tenebre hanno il loro fascino. Il fascino della non presenza, dell’essere sempre altrove. Non importa se confrontarcisi fa male, non importa se ti usano e ti gettano a piacimento. Tu sei lì a raccogliere le poche briciole distratte, buttate solo per bisogno d’attenzione.

Al bene ci si abitua. Alla presenza, all’attenzione costante. Non importa quanto costino, quanto sia difficile a volte. Diventano talmente normali che dimentichi il loro valore, dimentichi quanto siano vitali per sopravvivere ogni giorno.

Ho fatto un sogno dove il tramonto ha dentro la luce di una nuova alba, dove ogni cosa ha il sorriso dell’esistere ed ogni gesto acquista il giusto peso. Ho capito di non aver paura delle tenebre. Perché per quanto siano profonde, la luce di una torcia (anche da un dollaro) sa sconfiggerle. L’importante è non lasciare mai che questa luce si spenga, che l’energia venga meno.

Ho fatto un sogno dove le mie mani riuscivano a toccare le tue.


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categoria : lettere, memoria




lunedì, 06 luglio 2009

Settimane che scivolano veloci, senza quasi accorgersene. Il cemento ha sempre lo stesso colore. L'incostanza del clima confonde persino le stagioni. Ma ho qualcosa a ricordarmi il giusto senso del tempo che scorre. La mia piccola vite ed il suo primo grappolo di pizzutello.

uva2uva
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categoria : memoria, emozioni




mercoledì, 03 giugno 2009

sole                     E' uno di quei periodi in cui rimugino molto. Insomma, uno di quelli in cui sono assolutamente distratta.

Quando riesci a versare a terra qualunque liquido e se provi ad asciugarlo fai disastri peggiori. Quando entri in una stanza come un automa, guardi l'oggetto che hai in mano e ti chiedi: che dovevo fare, ora, qui, con questo?
Quando esci e devi rientrare subito, perché hai sempre dimenticato qualcosa. Quando devono ripeterti le cose un paio di volte, prima che
tu ti decida ad ascoltarle. Quando intervieni di colpo nei discorsi e tutti si voltano a guardarti con aria smarrita e allora, solo allora, ti rendi conto che forse, loro stavano dicendo altro.

Il problema delle rimuginazioni è che non sempre conducono lontano. Anzi spesso ti rendi conto che non sai nemmeno cosa e perché stai rimuginando. Acquisisce il carattere di un processo involontario, un movimento asincrono che procede da sé.
Insomma il vero risultato ultimo delle rimuginazioni è un drastico peggioramento della memoria e dell'attenzione, una piccola ma significativa contrazione dello smalto della tua natura sociale.

Primavera? Ma sì, dai, sarà la primavera.
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categoria : riflessioni, memoria