domenica, 18 ottobre 2009

sequenze
Il sapore di una mela appena colta dall'albero, piccina, irregolare, profumatissima. Sapore unico, non ripetibile.
Questo, quello che
resta di una domenica in campagna.

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martedì, 22 settembre 2009

Si dice interazione una situazione in cui due o più oggetti (agenti o sistemi) agiscono uno sull'altro. Il concetto è azione bidirezionale, con significati distinti nelle varie discipline. Più in generale l'interazione è presente in qualsiasi tipo di comunicazione (dove anche il ricevere è un'azione) e nel comando, o nella guida, di macchinari (dove chi opera reagisce agli effetti della propria azione). Infatti per interazione spesso s'intende proprio la comunicazione. (da wikipedia)


Interazioni. Parole ritrovate e posate. Offerte ad altri occhi.



Non solo in treno
(ottobre 2008)

Appunto, non solo in treno accadono certe cose.
Forse pensavamo che immobili, senza movimenti,
senza l'emozione che cresce...

Invece è proprio così! 
"Mi ridai le chiavi?" disse A.
Ma voleva dire altro, sebbene non lo ritenesse opportuno.
A. pensò che era tutto a posto, tutto quello che doveva, nelle caselle appropriate.
Come in caduta libera dal 40° piano, arrivata al decimo, si guardava intorno e pensava:
"Fin qui... tutto bene!"

Opportuno è ciò che fa stare bene.
La caduta a volte è inarrestabile, ma può essere lunga e misteriosa.
R. vola... o almeno così sente di fare.

A. vola e trova strana la sensazione.
La diverte smarrirsi, sa che non si perderà mai.
Sa che R. si fida di lei e fa bene, a fidarsi.
Perchè ovunque cadrà... sarà sempre sul morbido.

-Et fictum fit factum-

wayhome
Come si staccasse
(giugno 2001)

"Come se si staccasse il tramonto dall’orizzonte,

 giù in fondo,

un treno all’impazzata percorre la fuga del cielo

tra il sogno e l’incubo

un’inquietudine che la veglia non può interpretare.

Quell’immagine sa di nenie orientali,

salmodiare incalzante a bolero,

da spartito folle,

una vaniglia piccante

                     che arde di zenzero e avvolge di brivido,

solleva in volo e impietrisce il cuore.

E la fuga incalza

libera

guidata a semicerchio là,

nell’arco di confine del mondo visibile

prigione di nastri nell’intreccio del quotidiano, pigramente annebbiato

dal non-si-sa-come-e-quando.

Il confine dei papaveri tende all’oblìo

un incendio di abissi

offerti

su un binario infinito."




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mercoledì, 02 settembre 2009

superficiRugose, scomposte, isole.
                   Increspati pensieri derivano.
                                                    Smarriti nell'afa.       
                                                                        Superfici.
                                                                                Superfici al mente
.
                                          Strati e memorie, magia di licheni.



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martedì, 05 maggio 2009

filofilo: è sempre bello da dipanare, anche se non si tratta di quello del discorso. Come quando cerchi di farlo a qualcuna e ti piacerebbe sentirti corrisposto. Se stare ore attaccato a quello del telefono, sembra non funzionare, prova con  uno di perle, magari è più efficace. Certo quando te lo danno da torcere la faccenda un po’ si complica, specialmente se ti ritrovi su quello del rasoio. Se dovessi perderti in qualche labirinto mentale, cerca di ricorrere a quello di Arianna e se non sai chi sia, fattelo raccontare per filo e per segno da qualcuno. 

fila: è bello tirare quelle di un discorso, anche se non sempre si riesce. Meno piacevole è farla, specie imbottigliati nel traffico o in piedi alle poste. Per fortuna la mozzarella che fila da una pizza è uno spettacolo magnifico e non solo per la vista. E quando tutto fila liscio è sempre un bel sollievo, col solo rammarico che lei magari  non ti si fila.

fili: certi è bene non toccarli, visto che chi li tocca muore. Temibili quelli invisibili, che dall’alto manovrano, innocenti burattini. Sempre difficili da riannodare, ricomporre. Piacevoli da intrecciare a volte, facendo d’asfodeli cestini.

filefile: è proprio la sequenza di byte, quella che ho appena prodotto e spero di ricordarmi di salvare, prima di chiudere. La cui gestione è sempre un bel problema, non solo in inglese. Perché a rompersi sono “le file” e non certo “le fila” di un esercito, e lo stesso vale se si serrano quelle del partito. Perché è il plurale di fila e non di filo.

filu: questo è un po’ più tosto, ma per fortuna in sardo c’è quella ‘e ferru, e dopo tanti sproloqui, un’acquavite ci sta tutta, no?

 

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lunedì, 04 maggio 2009

le valenze della scritturaAmo parlare di scrittura, perché condivido con essa un rapporto antico, eppure sempre nuovo. Insomma una di quelle storie d'amore che non finiscono mai, che sanno rinnovarsi e mutare nel tempo, senza venirti mai a noia, senza modificare il naturale trasporto verso l'altro, la complicità e la voglia di avere spazi dedicati ed esclusivi.

La scrittura è naturalmente una forma d'espressione, ha una valenza artistica, ma non solo. E' anche un compagno fedele. Un ascoltatore silenzioso ed attento che sa contenere per intero le tue emozioni, i tuoi timori, i tuoi progetti.

La scrittura ha una profonda valenza terapeutica, è anche un viaggio all'interno di sé. Lasciar rapprendere emozioni e pensieri in forma scritta aiuta a comprenderli, a vederli altro da sé. A guardare in modo diverso parti "oscure" di noi.

La scrittura ha una valenza didattica, perché scrivere migliora la propria capacità di descrivere, rappresentare e capire la realtà. L'esercizio di qualunque disciplina produce frutti nel tempo, la scrittura molto più di altre.

La scrittura ha una valenza documentaristica, perchè permette di trattenere nel tempo la propria storia, il proprio percorso emotivo. Ha il valore di una memoria rappresentabile e consultabile, di un prezioso archivio delle pagine del nostro percorso temporale e conoscitivo.

La scrittura ha una valenza progettuale, perchè mettere "nero su bianco" un'idea, un progetto, aiuta a definirli, analizzarli, favorendone la realizzazione.

La scrittura ha per me soprattutto una valenza emotiva profonda, il senso di un percorso concentrico nella memoria e nell'anima.

Non è tutto qui, lo so. Che valenza ha la scrittura per te?

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lunedì, 09 febbraio 2009

asfodeloOggi ho raccolto asfodeli, per voi.

Un'autrice che amava e spesso citava gli asfodeli,  Grazia Deledda.

  Anche la strada stretta e pietrosa che vedevo sporgendomi dalla finestra, pareva un viottolo di montagna: e montagne e montagne apparivano nel vano dell'altra finestra, verdi, azzurre, bianche, grigie e viola, secondo il piano della lontananza: tutto l'orizzonte ne era cinto, eppure rimaneva ampio, aereo, come se le montagne fossero nuvole. Le più vicine, sorgenti dalla valle che io non vedevo perché un argine di orti e di giardini mi ci separava, erano in parte verdi di boschi, con larghe macchie argentee di granito e zone dorate di felci e di asfodelo.”  Tratto da – Il paese del vento Se vuoi leggerlo tutto,  sul sito sardegnadigitallibrary.it,  il PdF.

Bellissimo,  questo di Turi Volanti:“L'ASFODELO - L'ultimo fiore”.

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sabato, 20 dicembre 2008

Mi piacciono molto le tag clouds. Trovo siano emotivamente comunicative. Curiosando ho trovato il modo per realizzarle da analfabeta dei linguaggi informatici. Questo è il risultato, applicato ai miei feed... una bellissima orma delle mie parole. L'immagine è piccina, ma cliccateci su...


Divertitevi a farlo anche voi sul sito wordle o a guardare la gallery dei bellissimi lavori di altri.
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sabato, 06 dicembre 2008

foglie gialleIn questo periodo dell'anno le foglie sanno regalare un giallo unico, magico. Carico, intenso e rotondo. Declinato in mille sfumature dense di energia, che rimandano a fasti scomparsi e risaltano tra il grigio d'intorno. Ogni pianta ha il suo tono preciso. Adoro il tono carico, quasi oro, ma la magia che sa rapirmi per intero è l'inconsueta trasparenza del giallo nelle foglie di ginko biloba. Nell'aria umida di pioggia, nell'umore soffuso di grigio, universo di grazia e splendore, ancestrale ed unica giallitudine.
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