"Le ho scritto una lettera.
Mi è sempre piaciuto scrivere lettere. Le parole sono un corteggiamento violento. Entrano dentro la carne di chi legge. Le parole scritte fanno paura. Ho sempre pensato che quando si scrive venga fuori il ritmo dell'anima: quando si parla si mente, quando si scrive no. Non è possibile. E' come tirare fuori da sé qualcosa di vitale e spaventoso, come un organo spiaccicato sulla carta. Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere."
("In tutti i sensi come l'amore" - Simona Vinci)

Che la scrittura sia una mia passione non è certo un mistero. Della scrittura amo il suo sapersi fare "fegato". E' questo che sento, con le parole prese a prestito da un libro che amo molto. E scrivo lettere, continuo a scriverne, non solo digitali, ma anche in quella mia grafia impossibile e svirgolata, perchè la scrittura è, deve essere, anche fisicità immediata. Ci sono parole che puoi donare a chi ami solo scrivendole, perché solo incidendole su carta acquistano per intero peso e valore. Restano per sempre.
"Ma ciò che inquieta di più e che rode come un tarlo testardo infilato in una vecchia tavola e impossibile da far tacere se non con un veleno che avvelenerebbe anche noi, è la lettera che non abbiamo mai scritto. "Quella lettera". Quella che tutti noi abbiamo sempre pensato di scrivere, in certe notti insonni, e che abbiamo sempre rimandato al giorno dopo."
("Si sta facendo Sempre più tardi" - Antonio Tabucchi)
"Attraverso giorni lunghissimi ed il cuore della notte è sempre troppo breve.
Nello spazio intermedio tra quello che vorrei e quanto vivo,
al centro preciso dello sterno,
un pensiero riposa,
cullando il tuo nome."
(lettere da un amore, asfodelodivetro)