sabato, 04 luglio 2009

Questo blog è solo uno spazio dove trovare riflessioni ed approfondimenti sulla scrittura e sui libri, frammenti di narrazione e piccoli spezzoni sul filo della memoria, dell'accrescimento personale.

Volutamente, questo blog è uno spazio senza tempo, fuori dal tempo, fatto anche e soprattutto di silenzi. Raramente qui trovano spazio fatti accaduti e politica, se non come eco lontana e ritrascritta di un sentimento, un'emozione.

Non è una scelta casuale. Anche se il web ha assunto il carattere di una piazza in cui dare voce alle questioni pubbliche, diventando un canale di informazione e controinformazione, uno spazio di partecipazione collettiva, questo rimane fondamentalmente uno spazio privato. Perché quando scriviamo qui, pur rivolgendoci ad una platea potenzialmente infinita, siamo in uno spazio chiuso.

Siamo comunque lontani dalla vita attiva. E c'è sempre il rischio che questa "parvenza" di libertà e potenza appaghi per intero la nostra partecipazione reale alla vita pubblica, esaurendo qui, la voglia e la forza di reagire a tutto quello che non va. Qui, in uno spazio che anche se può non sembrare, rimane elitario ed autoreferenziale.

Scrivere qui non è "parlare con gli altri" e non potrà mai sostituirlo. Questa può essere una piattaforma concreta di nuove idee e sviluppo, solo se a questo segue la fisicità che qui non può trovare luogo. L'incontro vero, la partecipazione, l'ascolto, la condivisione. Perché la voce di uno, cento, mille blog "impegnati" ha senso solo se sa partire da qui per entrare nell'impegno concreto. Non restare pulpito isolato della propria autocelebrazione. Non denuncia sterile, ma azione concreta.

Non sempre riesco ad esprimere compiutamente, quello che è assolutamente chiaro in me.
Quello che voglio dire è che vorrei trovare in strada, tra la gente, a camminare con forza, le idee e le persone che incontro in questa piazza "virtuale".
Quello che voglio dire è che ho voglia di impegnarmi davvero per quello in cui credo, perché nessuno spazio privato, può sostituire la partecipazione attiva.

La libertà d'espressione, base essenziale della dignità di un individuo, non è un dato certo a priori, stabilito per sempre. E' fragilissimo oggetto di distorsione e censura. Da difendere sempre e comunque.
Qui, ma non solo.

asfodelodivetro
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Commenti
#1    04 Luglio 2009 - 09:51
 
in passato io facevo parte di un gruppo di blogger della mia città che faceva opera di monitoraggio sulla città e sui vari scempi e che è riuscita anche a smobilitare la popolazione contro un piano urbanistico che avrebbe invaso di cemento gran parte del territorio.
purtroppo però alla fine il movimento si è un pò perso su questioni a mio giudizio minori, il carnevale in primis, perdendo il treno che avrebbe portato a creare una lista civica ed ad impegnarsi sul serio ed in prima persona per cambiare concretamente; credo che impegnarsi tramite blog sia tuttosommato un modo per non rimboccarsi le maniche e darsi una mossa davvero. se poi dal blog si passa anche al concreto allora il blog può essere uno strumento utilissimo, ma se resta tutto fermo nei vari schermi dei computer allora l'impegno è relativamente inutile
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#2    04 Luglio 2009 - 09:53
 
@molengai: grazie della tua testimonianza. E' proprio questo il senso della mia riflessione.
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#3    04 Luglio 2009 - 11:30
 
nel precedente post avevo detto che il blog è prepartecipazione...e altro. Per alcuni è importante presa di coscienza....(la TV è lo strumento di massa e...si beve gran parte di quello che mostra). Poi la partecipazione attiva.....è quella che rende maturi e responsabili...il contesto oggi non è favorevole a ciò.
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#4    05 Luglio 2009 - 19:40
 
@19Stefano55: sono d'accordo con te. Credo però che è proprio quando il contesto sembra non consentirlo, che valga la pena di impegnarsi.
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categoria : riflessioni, sabato qualunque