sabato, 31 ottobre 2009

nino
Il cielo plumbeo, oltre le strade perse.
Vorrei la mente bambina.



asfodelodivetro
P.link ¤ commenti (2) ¤ commenti (2)(popup)
categoria : emozioni, sabato qualunque




venerdì, 30 ottobre 2009

In questi giorni mi attardo tra le pagine dei giornali on line. Li sbircio quasi ossessivamente, come se aspettassi l'apparire di una notizia che non c'è. Così devo districarmi tra foto shock e notizie di difficile digestione, ombre e sussurrri politici. Niente che valga la pena di commentare, perché si commentano da sé, raccontando per intero l'anomalia del momento, il dilagare di violenza ed indifferenza. Rassegnazione e rabbia.

Però una notizia piccina riesce a scuotermi, un po'. Questa.

"La battaglia di nonna Irmela contro tutte le discriminazioni e le violenze si gioca, da 23 anni, per le strade di Berlino. Con la costanza e la cura che solo una nonna può avere, ogni giorno va a caccia di scritte, graffiti e manifesti neo-nazisti, omofobi, razzisti o anti-semiti. Dalla sua sportina bianca con la scritta oramai sbiadita «Combatti i nazi», tira fuori un coltellino, una pezzuola e uno smacchiatore e li rimuove con pazienza."    (dal corriere.it)

Ecco, finché qualcuno, con costanza, ripete un gesto di piccola ed ordinaria "resistenza", io sento che una speranza, per quanto piccola, c'é.

asfodelodivetro
P.link ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria : riflessioni, emozioni




giovedì, 29 ottobre 2009

Un ticchettio molesto. Osclillante, armonico. Pling, plong, pling.
Una goccia si gonfiava dal rubinetto e si staccava, grassoccia, spiaccicandosi nel lavabo. Matteo l'osservava, seduto sul bordo della vasca. Cercava di coglierne la sequenza precisa, di registrare i piccoli scostamenti nella caduta. L'aritmia. Perché quell'inseguirsi costante, goccia dopo goccia, si sfasava per istanti. Accelerava e decelerava, in modo discontinuo. Anche quel frammentarsi del ritmo primario aveva però un suo ritmo preciso, sinusoidale. Disarmonie armoniche. Sentiva che, decifrandole, avrebbe compreso qualcosa in più della bellezza delle cose, dei segni sotterranei, del ritmo del mondo. Acuiva i sensi, teso nello sforzo, rapito da quel pulsare ritmicamente asincrono. Poi si alzò, brusco, aprì il rubinetto e cominciò a sciacquarsi il viso.
asfodelodivetro
P.link ¤ commenti ¤ commenti (popup)
categoria : miniracconti, metafore




martedì, 27 ottobre 2009

l'apparenza e la sostanza

Tra le poche cose che mi sono state chiare sin da piccina, c'è la differenza tra l'apparenza e la sostanza delle cose. Forse perché la nonna faceva degli gnocchi dalla forma impossibile, davvero bruttini ed irregolari, ma di una bontà unica.
Forse perché una volta, dopo aver mangiato una bellissima bacca rossa, sono stata male per giorni. Questo mi ha portato a dubitare dell'apparenza delle cose, ricercandone sempre la sostanza. C'è voluto invece molto tempo, per capire poi la differenza tra forma e contenuti. Per realizzare che, se i contenuti sono fondamentali, la loro forma non è trascurabile. Perché c'è una forma che è anche contenuto, sostanza. Forma che è apparenza, ma non solo.
Tra forma ed apparenza delle cose c'è una differenza sottile. Arguta, per così dire. Non è il perseguire l'apparenza a scapito della sostanza (perché spesso, pur se non sempre, le due cose sono in antitesi) che mi preoccupa di questi tempi. Mi preoccupa invece, il perseguirla senza curarsi affatto della forma.

asfodelodivetro
P.link ¤ commenti ¤ commenti (popup)
categoria : memoria, questioni spinose




lunedì, 26 ottobre 2009

Anche molti giovani credono nel posto fisso. Di solito è la casa dei genitori.(spinoza)
asfodelodivetro
P.link ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria : aforismi




venerdì, 23 ottobre 2009

Cancello uno ad uno i segnali. Li mastico e li arrotolo nelle tasche sdrucite.  Indugio nella piazza spenta di notte, mentre il silenzio avvolge e frantuma crepitando l'eco dei passi.  Solo, nella meta e nei pensieri, circumnavigo i miei vuoti infeltriti. Almanacco i suoni acuti e grevi, i sorrisi negati, le parole feroci. Mi chiedo che ne è stato del tempo, di noi. Il riso pieno, le ore dolci. Gli odori e sapori. Sputo furtivamente a terra, scacciando l'amaro rimasto. M'attardo. Respiro piano, fumando catrame nel buio. Le luci puntellano una linea immaginaria che seguo, senza raggiungere alcunché, nella notte che si estingue.
Nell'aria rischiarata, oggi è già ieri. Non vorrei.



asfodelodivetro
P.link ¤ commenti ¤ commenti (popup)
categoria : miniracconti, s-criptici




giovedì, 22 ottobre 2009

mani escher
Ci sono momenti della vita, stati d'animo, di facile definizione. Così riconoscibili ed immediati che sono rappresentabili con poche, nette ed avare, parole. Ne attraversi altri strani, complessi, difficilmente traducibili in termini, parole. Quelli in cui vorresti parole nuove, diverse concatenazioni di sensi, perché l'usuale vocabolario non ti sembra adeguato. Io li chiamo "il tempo degli ossimori".
Quando sei triste-felice, quando ti senti appagato e sereno, ma una strana inquietudine ti attraversa. O forse sei ansioso ed inquieto, ma senti che tutto procede nella direzione corretta. Un grigio solare, un vuoto pieno, una solitudine affollata.

Sono questi, i giorni in cui è difficile trovare le parole per rappresentarsi. Quelli in cui capisci quanto a volte sia povero, il nostro vocabolario quotidiano. Le parole sono emozioni che dovremmo esplorare per intero. Ogni parola non posseduta è un'emozione persa. Una possibilità negata.

Quante sono le parole che scegliamo per parlarci di noi? Aggiungiamone ogni giorno di nuove. Cerchiamole, annotiamole, facciamone tesoro. Perchè nessuna sfumatura, nessuna ombra del cuore, rimanga senza rappresentazione.

asfodelodivetro
P.link ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria : riflessioni, emozioni




mercoledì, 21 ottobre 2009

Angela. Settanta anni e non sentirli. Viso dalle rughe lisce, sorriso pieno e piccole mani. Cammina ancora svelta, svelta, sovrapponendo i passi. Piccole rabbie che coltiva dentro. Il mondo fuori le urla forte. Lei lo sente sempre meno. Nessun rimorso, mille sciocchi rimpianti. Sola, nel suo letto appena dopo il tramonto, si rimprovera piccole dimenticanze, lamenta la sua schiena. Non si risparmia, Angela. Si affaccenda, giorno dopo giorno, in una monotonia di rassicuranti sequenze. Sbriciola il tempo e l'osserva scorrere. A volte si abbraccia in silenzio, lecca la sua solitudine. Ricordi porpora, le fanno da paggetti.
Angela, settanta anni e sentirli tutti.



asfodelodivetro
P.link ¤ commenti (4) ¤ commenti (4)(popup)
categoria : personaggi in cerca di autore