mercoledì, 12 agosto 2009

stelle cadenti
"San Lorenzo, io lo so perché
tanto di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla
"
(10 agosto, G. Pascoli)


Per questi versi si poteva evitare di citare l'autore.
Credo siano pochi ad essere sfuggiti alla loro memorizzazione. Nella mia mente risuona ancora il mio timbro infantile ripetere "arde e cade". Queste due parole hanno un'armonia splendida e m'impegnai moltissimo, allora, a renderne compiutamente il suono, a riprodurre la salita e discesa che magnificamente si compie nella loro unione. "Arde e cade", mi emozionava, questo effetto. Questa sotterranea armonia. Molto più del tristisssimo senso della poesia.

Certo, Pascoli e Carducci (il verde melograno dai bei vermigli fior), non sono i poeti che hanno colpito il mio cuore. Altri lo hanno fatto, molto tempo dopo. Ma è nell'imparare i loro versi, nel ripeterli ritmicamente, che ho scoperto l'assoluta magia delle parole, il loro ritmo e suoni.

Imparare a memoria i versi di una poesia non è solo un esercizio sterile, tutt'altro. L'esercizio dell'apprendimento mnemonico nell'infanzia è fondamentale. Mi spiace che si stia perdendo. Sviluppare la capacità a ricordare è coltivare la cultura del passato. La tradizione orale che ha permesso a tanto di tramandarsi, nel tempo. Ricordo un nonno, quasi analfabeta, che recitava orgoglioso tutto l'orlando furioso.

Stiamo diventando un popolo senza memoria e senza memoria, non c'è identità.

Non è di questo che volevo parlare. Volevo parlare di stelle cadenti e di sogni. Di desideri affidati ad una scia luminosa. Il senso magico di un naso all'insù nella notte, che sa trasformare in stella cadente, uno sciame di meteore.
Forse non è importante quello che volevo dire. Neppure questo lo è.


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categoria : citazioni, memoria




martedì, 11 agosto 2009

I moti dei pianeti. Strana combinazione ed equilibrio d'orbite e rivoluzioni. La luna, piccolo pianeta dalla faccia oscura. Mi colpì tantissimo scoprire che nel moto della luna, il tempo di rivoluzione intorno alla terra e quello di rotazione intorno al proprio asse coincidessero. Per mostrarci sempre un unico volto e lasciare impossibile ai nostri occhi, inaccessibile, l'altro suo.
Quando una sonda spaziale si muove dietro la "faccia oscura", la massa della luna blocca i segnali radio, si interrompono le comunicazioni.

Così, l'altra faccia della luna è da sempre, la parte nascosta, l'invisibile. Incomunicabile. Quello che sfugge al controllo dei nostri sensi.

Ogni volta che guardo la luna, proprio quando è piena e splendende, ricordo che ha un'altra faccia. Una faccia che ogni giorno ruota completamente, non lasciandomi mai d'osservarla. Questo mi spaventa e mi conforta, anche.



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categoria : riflessioni, emozioni




mercoledì, 05 agosto 2009

peperoniCi sono pensieri indigesti. Che riescono a riproporsi con costanza. Sai già che ti creeranno qualche problema. Che ti arrovelleranno per qualche giorno. Però scacciarli non è semplice, perché in prima istanza, hanno qualcosa di allettante.  O semplicemente insolito, un tono diverso, un timbro nuovo.
I pensieri hanno voci diverse. Ci sono quelli dalla voce rassicurante, un po' roca. Questi in genere sono di ottima compagnia. Inseguono argomenti diversi, ti accompagnano leggiadri e poi scivolano via, senza memoria. Certi altri hanno toni acuti, quasi lirici. Fanno un po' male, quando li ascolti. Però ti aiutano a rielaborare quello che non va e lasciano tracce di consapevolezza, piccole strie mentali. Altri hanno la tua voce, meglio la voce che tu pensi di avere. Perché la propria voce è un po' diversa da come in genere la percepiamo. Questi sono quelli che definisco "produttivi", che ti ricordano le cose da fare, gli impegni presi, le sequenze da svolgere. Quelli che si ripropongono i
n genere hanno vocine petulanti, un poco stridule. Insomma, difficile non ascoltarli. Cominciano generalmente con "ma se invece di..." o "ti rendi conto che..." e poi demoliscono. Un presupposto, una convinzione. Voci decisamente critiche sul tuo operato. Indisponenti. Il problema è che si ripropongono e non sai mai se fidartene o no.


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categoria : emozioni, questioni spinose