martedì, 30 giugno 2009

Ho già parlato di mandala, del significato e della suggestione che emanano. Del loro essere rappresentazione e metafora del movimento, della vita stessa.

trovare i mandalaNella cultura e tradizione occidentale, gli esempi più belli di mandala si trovano nei rosoni delle chiese e nelle vetrate che li impreziosiscono.  Nelle vetrate, i giochi di luce rimandano al contatto con il divino, l'infinito. Il collegamento tra terreno ed immateriale.

Consiglio un bel libro di immagini e storia di questa nobile arte: "Le Vetrate. Pittura e luce: dieci secoli di capolavori" di Catherine Brisac, ed. Mondatori.
occhio mandala


I mandala sono ovunque, in natura. Basta imparare a riconoscerli, subendone il fascino, sentendone la trascendenza.  Guardare con occhi nuovi, ogni giorno. Dal nostro occhio, all'occhio dell'altro di fronte a noi.

Partendo dal centro. Verso l'infinito.


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categoria : riflessioni, metafore




lunedì, 29 giugno 2009

Girandola a Castel SantRoma, 28 giugno. Rievocazione della girandola a Castel Sant'Agelo, definita "maraviglia del tempo". Ci sono spettacoli che non hanno nè tempo, nè età, magie di luci che sanno accendere cuori bambini.

Angolo di Tevere quasi palustre. Giunchi, scheletri di rami galleggianti ed una famigliola di anitre che scivola nell'acqua torbida,  deriva morbida di quest'ansa. Angeli di pietra stagliati contro un cielo che inizia a spegnere la sua luce, tra le grida scomposte dei gabbiani.  La confusione è lontana, quaggiù, seduta raccolta, sull'erba della sponda. Poi la girandola.
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categoria : emozioni, sabato qualunque




giovedì, 18 giugno 2009

la valigiaBattito di ciglia. Istante vuoto.
La valigia, sul letto sfatto.
Un tempo indefinibile.
La carta da parati, di un giallino falso e la cornice di gesso in alto, a delimitare il soffitto bianco.
Le tende, inutili spessori verso l'esterno.
L'arredo di una stanza d'albergo ha qualcosa di lucidamente vuoto.

Fuori, rumori ovattati. Lo scroscio d'acqua dalla stanza accanto. Segnali confusi di un giorno che inizia.

Si vestì, impeccabilmente. La borsa, piccolo essenziale utero. Scese la rampa di scala felpata di rosso. Si confrontò con la luce forte dell'atrio, avviandosi alla saletta della colazione.

Le fette biscottate sigillate a due a due, integrali. Aprì la confezione con un piccolo crepitio. La punta tonda del coltello a spalmare il panetto di burro. Sollevò il lembo metallico, portando alla luce il rosso ciliegia della marmellata. Così finto, il colore. Sempre leggermente metallico, il sapore. Su tutto, l'aroma del caffè.
Gesti riproducibili in sequenze precise. A vincere ogni estraneità.(continua...)

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categoria : miniracconti, s-criptici




martedì, 16 giugno 2009

"Chi sa scegliere tempo e luogo, distinguendo il possibile dall'impossibile e riconoscendo i propri limiti, avrà successo in ogni impresa." (buddha)



Tutti vorremmo conseguire compiutamente l'obiettivo prefissato, farlo al meglio delle nostre possibilità. Raggiungere mete ambiziose e realizzarci pienamente. Il riuscirci dipende da molti fattori.

adesione
Primo fra tutti l'obiettivo che abbiamo scelto e quanto questo ci corrisponda.
Ci sono cose che facciamo con infinita naturalezza, quasi senza esercizio di volontà. Altre che richiedono tutto il nostro impegno, il continuo rivolgere ed indirizzare la nostra volontà. E' difficile perseguire qualcosa che non ci rispecchi, che non sia in perfetta sintonia con il nostro sentire profondo. Se è nelle nostre possibilità e saremo sufficientemente testardi, determinati, certo potremmo farcela. Ma sarà faticoso e l'averlo raggiunto non sarà mai pienamente appagante. Le nostre scelte dovrebbero essere sempre ponderate, dovremmo imparare a distinguere nel tempo cosa vogliamo davvero, cosa è davvero giusto per noi, oltre i modelli imposti dall'esterno.

realizzabilità
Per quanto io possa amare cantare, per quanto il canto sia fonte di luce o di gioia, se sono stonata, forse una carriera da cantante non è esattamente l'optimum per me. E' incredibile quante persone sprechino il loro tempo inseguendo obiettivi irrealistici. Convinti oltre ogni ragionevole dubbio. Bisogna saper andare oltre gli ostacoli, oltre le singole critiche, se siamo convinti di quello che stiamo facendo, ma secondo un principio di realtà.

determinazione
Fondamentale, per superare le difficoltà, le insiedie di qualunque conseguimento. Bisogna imparare a guardare lontano, verso la meta, aggiustando continuamente il tiro, se occorre. Senza perdere mai di vista l'obiettivo finale. Ma questo, solo quando quello che vogliamo realizzare ci corrisponde ed è nelle nostre possibilità.

armonia
Le nostre azioni saranno tanto più efficaci, quanto più armoniche. Quanto più in accordo con le nostre modalità, con il nostro carattere e le nostre capacità.  E' fondamentale,
imparare a valorizzare nel tempo le proprie caratteristiche. Capire quali sono le nostre qualità e come impiegarle armonicamente al servizio dei nostri obiettivi. Non seguire modelli lontani da noi, ma esaltare le nostre peculiarità, trovare il "nostro" modo di essere vincenti.

flessibilità
"mi spezzo ma non mi piego" non è una buona strategia. Meglio "mi piego ma non mi spezzo". E' bene non acettare compromessi, soprattutto quando sono in conflitto con le nostre convinzioni, con il nostro modo di essere. Ma per conseguire un obiettivo, a volte è necessario avere la giusta flessibilità. Cambiare strategia, muoversi a piccoli passi, essere disposti a concessioni. Ragionevolmente.

chiarezza
Se si vuole davvero raggiungere qualcosa, la chiarezza è il punto di partenza. E' bene riflettere a lungo, prima. Valutare attentamente tutte le variabili, le diverse possibilità, distinguere nitidamente quale sarà il nostro obiettivo e tutte le azioni necessarie e utili al suo conseguimento.

azione
La differenza tra un'idea e la sua realizzazione concreta, risiede tutta in una piccola parola: azione. Riflettere certo, ma poi agire. Cominciare a fare qualcosa nella giusta direzione. Altrimenti si resterà sempre del campo delle astratte possibilità. Esistono un tempo ed un luogo giusti, perfetti, per l'azione. Ma a volte si passa tutta la vita ad aspettare che si presentino, senza muoversi di una virgola.
Anche le buone idee hanno una scadenza, sono deperibili. Meglio partire meno attrezzati, meno forti, ma partire.


Non so se questo poi basti a realizzare quello che vorremmo, a conseguire i nostri obiettivi, ma di certo è un buon bagaglio per il nostro cammino.

Poi... crederci!
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categoria : riflessioni, questioni spinose




sabato, 13 giugno 2009

peperoncini Ho voglia di una nota piccante, oggi. Di parole che sappiano incendiarmi la mente ed il cuore.

Ma scopro di non possederne, non le scorgo d'intorno. Per troppo tempo, troppi. A gridare parole fatte di nulla, nel nulla, per il nulla.

Perché le parole, per avere sapori forti, hanno bisogno di crescere  su di un terreno fertile e questa, ultimamente, sta diventando una landa  sterile e desolata.

Così penso che, per oggi, impossibilitata ad incendiare riposti sensi  e questa mente esigente ed insopportabilmente snob, sopperirò col gusto.
Sì, un bel piatto di spaghetti con un sugo rosso e piccantissimo, profumato di basilico, così il tricolore ci sta tutto.

Spero pizzichi. Il giusto.

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categoria : metafore, sabato qualunque




giovedì, 11 giugno 2009


piena a roma
"Nelle notti di marzo l'acqua del Tevere ancora non assorbe la luce delle migliaia di fanali che da Ponte Milvio si sgranano fino a San Paolo: acqua e luci sono divisi da un leggero strato di freddo.
In qualche sera, precocemente tiepida, si intravede quello che sarà il prossimo accordo tra la corrente e i lungoteveri, nella purezza della primavera. Il paesaggio buio - aria e acqua - punteggiato da luci in interminabili file ricurve, e arabescato dal buio più fitto degli alberi cittadini... e allora, svanito lo strato di freddo, circola tra fiume e fanali un'aria tenuissima, impalpabile, tutta trasformata in odore."
(Alì dagli occhi azzurri- Pier Paolo Pasolini)


"In alcune provincie si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle lande, e le rovine. Vita e movimento vi sono così tranquilli che un forestiero le riterrebbe inabitate, se d'un tratto non incontrasse lo sguardo smorto e freddo di una persona immobile, la cui figura, mezzo monastica, sporge dal parapetto della finestra al rumore di un passo insolito. "
(Eugénie Grandet-Honoré de Balzac)


Incipit, per  paesaggi dell'anima.
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categoria : citazioni, emozioni




martedì, 09 giugno 2009

rosso sangueQuel risveglio non fu diverso da molti altri. Odiava il trillo energico della sveglia, sul comodino. Ci pigiava su con enegia, quasi a ricacciare via il suono e la nuova giornata. Poi indugiava, girandosi di lato, tirando le coperte ben bene, fin sopra la testa. Le serviva sempre un po' di tempo per accettare di alzarsi.

Quella mattina indugiò meno del solito, però.  Qualcosa l'aspettava, oltre la soglia del sonno.
Un progetto importante. Ci aveva lavorato duramente. Giorno dopo giorno. Aveva smontato e rimontato mille volte la scena, considerato ogni piccolo dettaglio della sequenza. Tutto era cominciato con una buffa idea che si era insinuata nella sua mente. Quasi per gioco aveva cominciato a darle spazio. Aveva comprato un bel quadernetto nero, con la copertina morbida, i fogli a quadretti sul fondo appena giallino. Un quaderno nuovo è sempre un'ottima cosa per dar corpo ai pensieri. Così aveva iniziato a scriverci tutto quello che le veniva in mente e poteva esserle utile ad organizzare quel progetto. Aveva inserito anche ritagli di giornali, immagini, suggestioni.
Era cresciuto come un piccolo, ordinato, insieme di appunti e ricerche, dati, studi.
Compilata l'ultima pagina, capì che era ora di mettere via le parole e passare all'azione. Dare senso compiuto a quello che man mano aveva individuato come un percorso possibile. Ci ragionò ancora, lo elaborò ben bene nella mente, consapevole che avrebbe riconosciuto il giorno giusto per farlo davvero.

Così saltò giù dal letto con insolita energia. Si guardò a lungo nello specchio e si sorrise. Il giorno giusto era arrivato, era oggi. Nel pensarlo si compiacque. Sì, ce l'avrebbe fatta. Era pronta ad ucciderlo.
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categoria : miniracconti




lunedì, 08 giugno 2009

"...Perchè una realtà non ci fu data e non c'è;
ma dobbiamo farcela noi,
se vogliamo essere;
e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile..."
                                                                                 (Luigi Pirandello)

ombre
Proviamo a riflettere più a fondo, sulle cose.
Impariamo a non fermarci alla superficie, alla prima impulsiva reazione.
Non accontentiamoci di quello che vediamo riflesso, proviamo ad essere protagonisti consapevoli del nostro futuro, a costruire le prospettive in cui credere.

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categoria : aforismi, metafore