venerdì, 29 maggio 2009

pensoOggi non ho voglia di parole. Non ho voglia di trattenerle. Ho voglia di lasciarle scorrere lungo un flusso discontinuo, nel silenzio rumoroso della mente. Ne ho pudore, come d'una cosa incompiuta. Lascio loro il tempo d'acquisire forma e peso, altre e nuove identità.


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categoria : riflessioni, emozioni




mercoledì, 27 maggio 2009

Registro stancamente, le vicende di questi giorni. L'ottusità dei dibattiti. Il vuoto spaventoso delle idee. Non ne posso più di sentire solo opinioni, come se i fatti non esistessero, come se fosse cancellata la possibilità di accertare la correttezza dell'accaduto, per quello che è.

Le parole “dovrebbero” essere pietre. Ma delle parole, di molte parole, abbiamo perduto il senso strada facendo. Non solo in politica. E’ da un po’ che non esistono più i fatti. Solo le opinioni.

Un dato statistico? Una percentuale rilevata? Molte opinioni a confronto, mai un dato oggettivo. Come i numeri di una manifestazione: uno, nessuno, centomila.


Dopo i fatti è bene scardinare le parole, svuotarle di significato e senso.


Del resto se scrivo “cacca” qui e tu mi dici che l’ho scritto, io posso sempre dirti che mica è vero che l’ho scritto, sei tu che hai una bella fantasia e mi attribuisci responsabilità che non mi sono mai sognato di assumermi. Qualcuno si prenderà la briga di verificare cosa c’è scritto li? No.


E io che dico che non l’ho scritto e tu che dici che l’hai letto, pesiamo uguale. Due opinioni a confronto.
Certo può darsi che mi senta magnanimo ed ammetta di avere scritto “cacca”. Ma la “cacca” che intendevo io cosa c’entra con la “cacca” che mi accusi di aver scritto tu? Visto? Io mi sposto e tu sei solo un bugiardo, un travisatore dei fatti. Insomma la pianti di perseguitarmi?

L'italia è uno strano paese e la minuscola, non è un errore.

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categoria : riflessioni




martedì, 26 maggio 2009

la felicità è una piccola cosa
Io so cosa vuol dire esser felice nella vita – e la bontà dell’esistenza, il gusto dell’ora che passa e delle cose che si hanno intorno, pur senza muoversi, la bontà di amarle, le cose, fumando ed una donna in esse.
Conosco la gioia di un pomeriggio d’estate a leggere un libro di avventure cannibalesche seminudo in una chaise-longue davanti a una casa di collina che guardi il mare. E molte altre gioie insieme: di stare in un giardino in agguato e ascoltare che il vento muove le foglie appena (le più alte) di un albero; o in una sabbia sentirsi screpolare e collare infinita esistenza di sabbia; o nel mondo popolato di galli levarsi prima dell’alba e nuotare, solo in tutta l’acqua del mondo, presso a una spiaggia rosa. E io non so cosa passa sul mio volto in quelle mie felicità, quando sento che si sta così bene a vivere: non so se una dolcezza assonnata o piuttosto sorriso. Ma quanto desiderio d’avere cose! Non soltanto mare o soltanto sole e non soltanto una donna e il cuore di lei sotto le labbra. Terre anche! Isole! Ecco: io posso trovarmi nella mia calma, al sicuro, nella mia stanza dove la finestra è rimasta tutta la notte spalancata e d’improvviso svegliarmi al rumore del primo tram mattutino; è nulla - un tram: un carrozzone che rotola, ma il mondo è deserto attorno e in quell’aria creata appena tutto è diverso da ieri, ignoto a me, e una nuova terra m’assale


Questo brano, incipit d'un libro piccino, "Sardegna come un'infanzia" di Elio Vittorini, è stata una delle scoperte più belle della mia prima adolescenza.

Perché in un momento "inquieto" della vita, quando si accendono mille e più inarrestabili desideri, quando hai bisogno di trovare un cartello di fronte alle mille biforcazioni, alle infinite possibili scelte che vedi davanti a te, è stato uno squarcio di luce.

Non ho mai dimenticato queste parole, ancora sottolineate a matita, nel libro ingiallito. Perché delineano magicamente l'andare ed il restare, l'essere dentro la vita ed il saperla guardare un poco discosti. Mi rendono il senso compiuto e positivo del desiderio. Il desiderio sereno dell'essere e dell'avere "cose".
Mi colpì allora, questa rappresentazione forte e semplice della vita, che solo ora ha senso compiuto, acquisendo negli anni la consapevolezza piena e tonda di quel sorriso.

Perché la felicità è una piccola cosa, che abita in ciascun luogo e nessuno.



(dipinto di Turi Volanti, Paesaggio Verticale, dal sito: www.turivolanti.com)

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categoria : citazioni, memoria




sabato, 23 maggio 2009

persiana tra le ditaSi svegliò.
Il sole che filtrava dalle persiane era un invito.
Nel torpore non ancora superato, non sapeva dirsi a che.
Se a richiudere gli occhi e girarsi di lato o affrontare il mattino con l'energia che il mattino richiede.
Nel dilemma rimase con gli occhi semiaperti, come un pudore residuo, nell'incertezza sul da farsi.
Settimane che tirano la corsa, che accavallano i giorni, inseguendo ritmi non tuoi.
Questo pensava, quel sabato mattina silente, tra le ciglia poco discoste, a frammentare il cono di luce.

Arcipelago di isole, il pensiero. Forse doveva mollare un po'.

Mentre cercava di capire se era il caso d'alzarsi o meno, si ritrovò in piedi, di già. La stanza d'intorno, gli oggetti soliti, sembravano àncora a pensieri devianti.
Cucina, approdo felice, aroma di caffè. Seduto di sghembo, sorrise.
Sabato ancora, un altro sabato, un sabato qualunque.
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categoria : miniracconti, sabato qualunque




venerdì, 22 maggio 2009

punti di vistaerica: sento il bisogno di  guardare il mondo da una nuova angolazione, tu che dici?
selene: che ho visto dei bellissimi sandali  tacco dodici, di vernice rossa, magnifici!
erica: sì, insomma, sai...ho bisogno di provare a sentirmi diversa, tu che ne pensi?
selene: che li comprerò, penso proprio che li comprerò..
.
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categoria : dialoghetti




giovedì, 21 maggio 2009

armonie nascosteArmonìa.
Ho sempre trovato questa parola onomatopeica.


"Armonia, proviene, attraverso il latino, dal greco harmonia unione, proporzione, accordo, un derivato del verbo harmozein, congiungere, accordare. Il verbo harmozein si ricollega a sua volta ad harmos, giuntura."
(da navigare con le parole).


Radice "ar":
aderire, unire, disporre. 
Mi sovviene l'aritmetica, l'arte, l'architettura.

Le parole, quando proviamo a conoscerle meglio, hanno dentro interi percorsi di memoria e d'emozione che legano insieme, armonicamente, significati e suoni.


Torniamo ad armonia, dal dizionario: "sintesi di parti diverse formanti un tutto proporzionato e concordante". Armonia è appunto, in musica, lo studio della sovrapposizione simultanea dei suoni.

Avete mai ascoltato il magnifico suono prodotto dalla sabbia, quando mossa dal vento o lasciata scivolare tra le dita?
Accade con la sabbia che possiede una superficie "brillante", come quella fine del mare. Quella che è così finemente frantumata da costituire in superficie un gel di silice igroscopico, che trattiene l'acqua e fa sì che i singoli granelli aderiscano gli uni agli altri, comportandosi come un diapason.
Questo è il frutto di una ricerca canadese che ha condotto alla scoperta di nuovi materiali acustici. Qui voleva essere, è, metafora assoluta di armonia come legame e raccordo tra parti.

Le parole sono piccoli scrigni, apriamoli.

(foto da flickr, album di b3co)
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categoria : metafore




mercoledì, 20 maggio 2009

Questo è quello che scrivevo un anno fa.

"La vita è sempre un equilibrio dinamico, in qualche modo precario. Compromesso sottile tra stabilità e rivoluzione, tra sicurezze e libertà. Ogni volta, magari faticosamente, si raggiunge infine un assetto preciso, stabile, nella sinusoide della vita. Un solo istante di compiacimento, poi occorre ripartire di nuovo. L’inerzia non giova mai ed essere in equilibrio è saperlo rinnovare istante per istante. Mediazioni e strategie, ancora equilibrismi sul filo, nuovi progetti che aspettano, lungo la strada.
Ci sono volte in cui non vorresti lasciarlo, il tuo cantuccio caldo, il nido ultimato. Sai che devi.
Così la prima cosa che fai è una sana “rivoluzione”, gestibile però, un mero segnale. Contenuta, come cambiare taglio e colore dei capelli.
Una volta, adesso cambio taglio e colore del blog."

Dopo un anno, in evoluzione ancora.
Ma ho cambiato taglio e colore dei capelli, stavolta.

Deve essere maggio a produrre piccole rivoluzioni in me e mi sovviene un bistrattato Carducci, in maggiolata (citatata a memoria, che spero funzioni):

"maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori,
porta le ortiche e i fiori,
le serpe e gli usignol
"
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categoria : citazioni, riflessioni, memoria




martedì, 19 maggio 2009

Devo confessare che ho sempre trovato le "funzioni di completamento automatico" piuttosto fastidiose. Perché mi rimandano ad una finta comprensione di quello che invece s'agita in me. Così, dove posso, sono tutte disabilitate. Con quella punta di snobistica pretesa di poter fare sempre e tutto, solo da me.

Ma  fisime a parte, accade che a volte mi stupisca delle insospettabili  informazioni  che anche una stupida funzione di completamento può fornire. Così accade di confrontarsi con una manciata di numeri, che non sono soltanto numeri, bensì sensazioni o pensieri. Quantificazione e stima della loro ricorrenza, almeno sul web.
Dati da leggere non tanto in modulo assoluto, piuttosto nella correlazione reciproca.

Forse tutto questo è un po' fumoso? Semplifico e, senza azzardare analisi ed elucubrazioni ulteriori, aggiungo un "fermo immagine" che parla da sè.
google search
Io su questa finestrella aperta sono rimasta a riflettere un po', senza azzardare ipotesi.  Dentro una sensazione dolce-amara con soltanto la voglia di dire che la vita è meravigliosa. Anche quando non ci sembra esserlo.


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categoria : riflessioni, questioni spinose