Ultimamente mi sveglio non propriamente sorridente alla vita. Anzi, mi sveglio un po’ come un condannato al lunedì perpetuo. Quando ancora assonnato, ti scopri ad occhi fissi, sbarrati sulla sveglia, anche di un solo secondo prima del temuto suono. Quando a tastoni chiudi l’allarme e poi ti giri dall’altra parte. In quel lasso di tempo che, di secondo in secondo, diventa mezz’oretta buona. Momento in cui comprendi esattamente il significato profondo di dicotomia, quando oscilli tra il teporino saporoso e l’orrore del “adesso mi tiro su”. Così, consumato il poco disavanzo orario possibile, poi non hai che da correre. Il fare le cose di corsa, mi lascia sempre di malumore e la faccenda si complica enormemente quando l’umore di partenza veleggia sui minimi storici. 
La bellezza è soggettiva, intesa come percezione piacevole, come emozione che “qualcosa” suscita in noi. Perché strettamente connessa alla nostra sensibilità, cultura, esperienza. Non importa se quel “qualcosa” è una poesia, un tramonto, un edificio, un fiore o il volto di uno sconosciuto.
E’ comunque difficile rinunciare all’idea che esista una bellezza oggettiva, un’estetica assoluta. In questo associandola alla perfezione, intesa come rapporto armonico tra le parti. Come dimostra lo studio e la ricerca della sezione aurea
All’assoluto della bellezza, ho sempre preferito l’unicità dell’imperfezione. Io adoro le foglie di acero e quelle dei platani. Adoro la loro bellezza, il rapporto armonico e l’equilibrio che avverto nella loro forma. Verdi o declinate nelle vibranti sfumature autunnali. Ma una foglia di platano accartocciata, a terra contorta, mi affascina in quel modo speciale che è parte della sua unicità. La teoria del Sublime di Burke.
Ho contrapposto il Sublime alla Bellezza, ma davvero è così? Non sarà piuttosto il contrario?
C'è una moneta piccina e maltrattata. Il centesimo. Odiata perchè troppo piccola, scomoda, si infila dovunque, cade facilmente. Un valore irrisorio. Anzi, pare che alla zecca produrla costi il doppio del suo valore. Perchè l'esterno è in rame, materiale costoso. In verità questi spiccioli di euro non li amo molto. Come probabilmente il denaro in genere. Ma il cent per me costituisce un'eccezione.
"Ci avviciniamo
Nelle foreste
Prendete la via del mattino
Saliteli i gradini della bruma
Ci avviciniamo
Si serra il cuore della terra al nostro passo
Ancora un giorno da mettere al mondo
*
Il cielo si dilaterà.
Non se ne poteva più
Di abitare fra i ruderi del sonno
Nell’ombra bassa della requie
Della stanchezza dell’abbandono
La terra riprenderà la forma di noi corpi vivi
Il vento ci subirà
Nei nostri occhi sole e notte andranno
Senza mutarli mai
Il nostro spazio certo e la pura aria saprà
Pareggiare il ritardo che scavò l’abitudine
Tutti verremo a riva di una memoria nuova
Noi parleremo insieme una lingua sensibile."
Vai a letto prestissimo, in genere? Prova a tirare tardi, ogni tanto. Viceversa, una volta tanto prova ad addormentarti prima.
Caro vecchio Tide. Così, vagabondando nel web, ho trovato questo frammento:Se la vostra infanzia è lontana... provate a fare un salto qui, per ritrovare la vostra memoria bambina.
E il carosello? Uno per tutti, la magica linea di Cavandoli.