caracollando incessantemente leniva insospettabili lacerazioni
consapevolmente emanando parole profluvi di un passato ingombrante
raccolte coagulate in arabeschi innevati
intorno sparpagliate insolite vellutate armonie
racchiusi in cassapanca di rovere ed incenso laterali pensieri
screpolate pareti a contenere sottili ghirigori
elaborati gherigli quasi datteri al tatto
macigni cullati e protetti a più non ferire nella notte che avanza
collage improvvisato trafugato su impalpabili ali
giorni ancora
notti
attraversandosi nel tempo
"La parola è un’ala del silenzio." (Pablo Neruda)

Rovistando tra vecchie foto messe via, ho pensato che questa era perfetta per ricordare qualcosa a qualcuno. Mi manca questo trio. Spero che torni presto sulle scene.