Le strutture viventi possono essere soltanto se divengono; possono esistere soltanto se mutano.
( "Avere o essere?" - Erich Fromm)

Come impilare ordinatamente i piatti, prima di lavarli, e poi riporli sempre secondo l'ossessiva sequenza fondo, fondine, piano, piccolo assemblati per tipologia nello scolapiatti. Lavare i piatti, cosa che tra l'altro adoro, è tutto un insieme di fisime, che, pur simili, hanno diverse sfumature in termini di rilevanza. Sono fisime e non manie, perchè l'ossessività della ripetizione, la maniacalità dell'organizzazione spazio-temporale è limitata a quella precisa azione e non ad altre. L'armadio, per non parlare dei cassetti in genere, nell'assoluto caos che vi regna sovrano, ne sono la fiera attestazione.
Trovo assolutamente insopportabile che si srotoli dal fondo. Mi è talmente inconcepibile che, nonostante sia assolutamente rispettosa dell'altrui ordine delle cose, e non mi azzerderei mai a spostare alcunché in casa altrui... devo ammetterlo, se trovo il rotolo di carta igienica che non segue la mia ferrea norma, io lo sistemo. Ovunque. Poichè mi accade raramente di utilizzare bagni non di proprietà, devo ammettere qualcosa di ancora più penalmente rilevante. Io ci vado di proposito, non spinta da più sani bisogni, a controllare.
Ma che avete da guardare?and... It's not going to stop
E' la prima volta che inserisco un video. In effetti c'è sempre una prima volta, no? Anche se ci sono prime volte che ci si risparmierebbe volentieri. Il fatto è che pensando "piovono rane"* difficilmente qualcos'altro avrebbe rappresentato altrettanto bene il concetto. Perchè le metafore a volte hanno bisogno di una rappresentazione "reale", meglio se surreale. Infinitamente meglio se, pur nella tragicità, inevitabilmente comica. Così, niente di meglio di questo spezzone di Magnolia poteva rappresentare, nella sua tragicomica catarsi, questa biblica pioggia.
Che piovano pure, le rane. Magari sarebbe meglio se smettessero di piovere, uno di questi giorni.
*Il verde lo trovo molto appropriato.

Sei rimasto al fondo, sei ancora lì, non so perché ti incontro sempre. E' bastata un'associazione banale. Non ho ricordato un cuscino bagnato di lacrime, l'ho rivissuto quel dolore. Certi dolori non muoino mai. Si scavano una nicchia dentro, profonda. Scompaiono alla vista. Ma basta sollevare la polvere un istante. Ti riafferrano. Tanto più forti, quanto inattesi. No, quel dolore non sei tu. Quel dolore è quello che sono stato, quello che potevo essere, quello che non sono più.