giovedì, 27 novembre 2008

Le strutture viventi possono essere soltanto se divengono; possono esistere soltanto se mutano.

( "Avere o essere?" - Erich Fromm)

Dite che il titolo del post non c'entra col testo? Vuol dire che non sapete giocare a scacchi e che non avete mai letto alice nel paese delle meraviglie.
Ma non sperate che lo spieghi, non ne ho voglia.
A volte occorre riporli i pensieri e lasciare spazio all'altrui immaginazione.
No, non la commento questa citazione.
La vivo.
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categoria : citazioni




giovedì, 27 novembre 2008

Io le chiamo fisime. Sbirciando l'etimologia scopro che deriva dal greco physema  - cosa gonfiata, soffio -.bolle
In senso figurato fissazioni del pensiero ricorrenti, leggermente vane, ma non propriamente patologiche, più futili di un'ossessione o mania. Nell'asfopensiero*, le fisime sono quelle pratiche, lievemente insane, che ti costringono a fare una cosa in un unico e non mutabile ordine o sequenza, pena un diffuso senso di insoddisfazione.

piattiCome impilare ordinatamente i piatti, prima di lavarli, e poi riporli sempre secondo l'ossessiva sequenza fondo, fondine, piano, piccolo assemblati per tipologia nello scolapiatti. Lavare i piatti, cosa che tra l'altro adoro, è tutto un insieme di fisime, che, pur simili, hanno diverse sfumature in termini di rilevanza. Sono fisime e non manie, perchè l'ossessività della ripetizione, la maniacalità dell'organizzazione spazio-temporale è limitata a quella precisa azione e non ad altre. L'armadio, per non parlare dei cassetti in genere, nell'assoluto caos che vi regna sovrano, ne sono la fiera attestazione.

Il capolavoro delle asfofisime* è il verso della carta igienica. Non riesco ad utilizzare un rotolo di carta igienica se non dall'alto, con lo strappo in cima. carta igienicaTrovo assolutamente insopportabile che si srotoli dal fondo. Mi è talmente inconcepibile che, nonostante sia assolutamente rispettosa dell'altrui ordine delle cose, e non  mi azzerderei mai a spostare alcunché in casa altrui... devo ammetterlo, se trovo il rotolo di carta igienica che non segue la mia ferrea norma, io lo sistemo. Ovunque. Poichè mi accade raramente di utilizzare bagni non di proprietà, devo ammettere qualcosa di ancora più penalmente rilevante. Io ci vado di proposito,  non spinta da più sani bisogni, a controllare.
Ripristinando, ove neccessario, il corretto ordine delle cose.


*(megalomanicamente definito tale)
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categoria : questioni spinose




martedì, 25 novembre 2008

Ho attraversato giornate particolarmente faticose e, per la verità, mesi piuttosto duri. Ma dietro questo c'era un obiettivo, una meta precisa.  Ci sono arrivata e non so se era questo quello che volevo. Mi chiedo sempre se ha senso rimettermi in discussione ogni volta. Costruire ed andare. Andarsene prima di raccogliere i frutti, prima di godersi un attimo di pace.
Ci penso e magari per un breve istante ho voglia di essere diversa.
Solo un attimo, però. Forse la molla, quella vera, è tutta in questo andare, perdendosi a volte, ma non smettendo mai di cercarsi. Ci sono scelte più semplici, lo so, ma evidentemente non mi appartengono. Non che sia intrepida o temeraria, anzi sono pacatamente cauta, mi muovo sempre dopo attenta riflessione. Se la libertà non avesse prezzo, saremmo tutti liberi. La libertà ha un prezzo piuttosto alto, invece. Evidentemente è un prezzo che sento di poter pagare, che posso permettermi di pagare.
Cos'è questa poi?
Solo una storia di ordinaria resistenza, perchè per quanto faticoso o sciocco sia, in quella casellina io non ci sto.
L'ultima casella, quando sei pedone, vale la meta.
Una meta che per me dura solo il tempo di una partita.
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categoria : riflessioni




domenica, 23 novembre 2008

01Ma che avete da guardare?
Non vi capita mai di ciondolare in giro su una felce?


Anzi, visto che è domenica, mi rilasso un po' con questo giochino qui, che mi può sempre tornare utile.
Magari più tardi potrei  fare due salti in questo giardino, mi sembra un posticino adeguato, no?
E se stasera mi viene voglia di teatro, cosa c'è di meglio di Aristofane?
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sabato, 22 novembre 2008

                                               and... It's not going to stop

 

E' la prima volta che inserisco un video. In effetti c'è sempre una prima volta, no? Anche se ci sono prime volte che ci si risparmierebbe volentieri. Il fatto è che pensando "piovono rane"* difficilmente qualcos'altro avrebbe rappresentato altrettanto bene il concetto. Perchè le metafore a volte hanno bisogno di una rappresentazione "reale", meglio se surreale. Infinitamente meglio se, pur nella tragicità, inevitabilmente comica. Così, niente di meglio di questo spezzone di Magnolia poteva rappresentare, nella sua tragicomica catarsi, questa biblica pioggia.

Che piovano pure, le rane. Magari sarebbe meglio se smettessero di piovere, uno di questi giorni.

*Il verde lo trovo molto appropriato.

 

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categoria : questioni spinose, sabato qualunque




venerdì, 21 novembre 2008

Che io starei lavorando, dopotutto. Che quando lavoro e sono concentrata, certe volte faccio un balzo. Perchè c'è sempre qualcuno che al terzo tentativo di richiamare la mia attenzione, lancia un urlo. Le urla, per quanto concentrata, le sento. Le urla sono come il boing di un elastico sulla pelle, le senti. Anche se sei assorta. Da piccola mia madre s'incazzava sempre. Io stavo ore a leggere e le mi parlava addosso, mi diceva mille cose e, tra le mille, una da fare. Io avevo trovato un metodo tutto mio per risponderle, senza alzare la testa dal libro.
Una sequenza studiata di: si, un po', poi dopo, non ti preoccupare, certo. Li infilavo talmente bene in riga che lei era certa avessi ascoltato e trotterellava via soddisfatta. Anche allora mi ridestavano le urla. Quelle di mia madre. Perché immancabilmente, qualcosa era bruciato sul fuoco, qualcos'altro non era stata fatto, ma soprattutto che ci avevo dentro quella maledettissima testa? Io mica lo so, cosa ci sta dentro questa testa. Ma qualunque cosa sia è di un formato piccolo. O semplicemente selettivo. Segue quello e stop. Il resto, tutto il resto, scivola via impermeabilmente.
Solo tu mi resti sulla pelle. E questa cosa qui, io mica l'ho ancora capita bene.
spirale
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giovedì, 20 novembre 2008

Ancora giornate strane. Dense di lavoro, ispessite nella fatica di ore che scorrono veloci. Indescrivibili, perse. E non so dove sono. Mi ritroverò.
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lunedì, 17 novembre 2008

Strana sera mi avvolge, di domenica. Davanti ad un computer a lavorare, cercando di completare un odiato documento. Dopo aver perso un po' di tempo inseguendo un colore blu. Poi sulle righe ancora, cercando di essere produttivi. Perdi il filo, cercando parole che non trovi, allora un giro sul web. Strani incontri con le parole. Di parola in parola un personalissimo amarcord. Niente di che. Mi stupiscono dolori acuti come spilli, associando parole che pensavo perdute per sempre. Che strano mostro la memoria. La mia, almeno.

Temus fugitSei rimasto al fondo, sei ancora lì, non so perché ti incontro sempre. E' bastata un'associazione banale. Non ho ricordato un cuscino bagnato di lacrime, l'ho rivissuto quel dolore. Certi dolori non muoino mai. Si scavano una nicchia dentro, profonda. Scompaiono alla vista. Ma basta sollevare la polvere un istante. Ti riafferrano.
Tanto più forti, quanto inattesi. No, quel dolore non sei tu. Quel dolore è quello che sono stato, quello che potevo essere, quello che non sono più.
Quante notti e quante albe, ancora, ti incontrerò?
Moltissime spero.
Perchè ogni volta che ti incontro, posso riabbracciare quanto non sono più ed immensamente amare quanto sono. Stanotte il mio ultimo pensiero è per i tuoi canarini gialli, dentro una gabbia blu.

asfodelodivetro
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