martedì, 23 settembre 2008

Salve, mi chiamo Ernesto. Sebbene il mio nome non mi piaccia affatto, pare abbia la sua importanza chiamarsi così. Sono nato sotto il segno del cancro, ascendente capricorno, in trigono col Tropico. Deve essere per questo che ho un gran senso della famiglia; infatti vivo con tre sorelle ed uno zio di nome Vania. Insegno e fare il maestro mi piace, la mia donna, Margherita, mi spinge a scrivere. Anche se fare il pennivendolo non è il mio mestiere, c'è una storia che vi vorrei raccontare. Tutto ebbe inizio quel giorno che decisi di raggiungere il mio amico Arturo su quell'isola.

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categoria : s-criptici




martedì, 23 settembre 2008

Mi capita a volte di non riuscire ad organizzarmi al meglio. Non solo rispetto agli impegni, all'agenda prevista.
Spesso fatico ad organizzare le idee, a sviluppare un progetto. Così ho imparato a mettere sempre nero su bianco le cose. Ho un "quaderno di bordo" che mi aiuta nella navigazione. Mi permette di tenere la rotta e definire l'itinerario, nel breve e nel lungo periodo. Annoto tutto quello che serve. Gli impegni, ma anche i desiderata, i "dovrei" e le idee da sviluppare. Il problema sorge quando la mia giornata è talmente affollata da non trovare il tempo di redigerlo. Allora rimangono lunghe pagine bianche. Ho trovato questo sempre leggermente paradossale, scorrendolo a ritroso. Pagine fitte fitte per giorni quasi vuoti e pagine vuote per giorni pienissimi.Clipboard01
Così ho deciso che più che un'agenda, il mio è sempre e solo un diario all'incontrario.
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categoria : riflessioni, questioni spinose




venerdì, 19 settembre 2008

inquietudineSilenzio. Luce incerta di un'alba grigia. I sensi acuti nell'aria umida. Cancellando il tempo lo attraverso, riannodo un pensiero antico, scoprendolo nuovo. Felicità fatta di ombre solitarie. Penso a Elide, cerco di sentire quello che lei sente, le offro i miei occhi e la mia pelle. Ne condivido l'inquietudine, la lascio a raccontarmi la sua storia, un sabato qualunque, anche se oggi è venerdì.
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categoria : elideade




giovedì, 18 settembre 2008

Io adoro i dettagli. Forse dire che li adoro è leggermente riduttivo, perché a volte sono davvero un'ossessione. Non che ami i dettagli in sé, solo coglierli nel contesto che li contiene. Analogie e differenze, nel quadro d'insieme. La sfumatura di un suono, la luce di un colore, il particolare che emerge stonando, rendendosi evidente dal fondo.
nave nave moeAmo questo quadro. Mi ha colpito moltissimo. Sono rimasta immobile per lunghi istanti a fissarlo, stupita. Ha un'armonia cromatica particolare. Ma non è questo. Mi ha colpito un dettaglio. Qualcosa che è isolato, che pur essendo in primo piano, non è immediatamente visibile. Perfettamente inserito, rimane estraneo all'insieme.
Quel piccolo giglio stilizzato, che emerge geometrico e netto, tra le linee morbide d'insieme.
Clipboard01Ecco questo dettaglio ha una sua magia. Come uno spazio diverso, un punto su cui focalizzare la propria attenzione, lungo un percorso distinto. Non so spiegarlo e forse questo esempio lo spiega ancora meno.
Ma a volte i dettagli sono spazio di riflessione. Entrare dentro restando fuori. Osservare profondamente, lasciarsi immergere rimanendo vigili.
Sono l'ancora cui agganciare l'attenzione, permettendo all'emozione di fuoriuscire senza rischio, fluidamente.
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categoria : emozioni




lunedì, 15 settembre 2008

Giorni difficili, accavallati e grigi. Poco tempo per tutto, inseguendo cose sempre da fare. Ma la misura è colma e presto cambierà.
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categoria : riflessioni




giovedì, 11 settembre 2008

canneto
Una strada in terra battuta, polverosa, che corre solitaria lungo la sponda del lago. Cammina a piedi nudi lentamente, sollevando una piccola scia polverosa che lambisce l’orlo della veste leggera. La luce scivola piano lungo le increspature lievi del lago, mentre scende la sera.
Il palmo della mano aperto ondeggia ritmicamente al suo passo, sfiorando il canneto sul ciglio. Cammina lungo un filo invisibile, sospesa tra terra ed aria, guidata da pensieri smarriti, cullati dal mormorio del canneto.
Si ferma di colpo, quasi scossa da un brivido inatteso. Si sente osservata.
Volge lo sguardo rapido d’intorno, a cercare altri occhi, mentre il sole si arrossa sul lago. Nessuno, solo fruscii lontani e la carezza dolce del vento.
Si lascia scivolare a terra, seduta, raccolta. Lo sguardo lontano, oltre il lago, respira l’aria umida. Si sente osservata, ancora. Ma non prova disagio, una sensazione insolita, ebbrezza leggera, brivido sulla schiena che scende molle, ad avvolgerle il ventre. (continua...)
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categoria : miniracconti




giovedì, 11 settembre 2008

Non sarà una rivoluzione, ma... libera il guerriero che è in te:

www.guerrillagardening.it/

Non è irresistibile?
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categoria : asfodeli




mercoledì, 10 settembre 2008


ragnatela

Una pioggia sottile sistema la polvere.
Una fresca brezza pulisce l'aria.
Respiro assorbito nel respiro.
Gli antichi castelli di sabbia
non li trovi in nessun luogo.
       (Ed Brown)





In una sabbia sentirsi screpolare e crollare infinita esistenza di sabbia.
                                  ("Sardegna come un' infanzia" - Elio Vittorini)


Sto leggendo "l'eleganza del riccio" e  mi ha richiamato alla mente pensieri zen.

Non massime solite, bensì quelle che la mia mente ha raccolto nel tempo, che cito a memoria e non so mai se le ricordo correttamente o le ho modificate nel tempo a mio uso e consumo.
riflessi
sabbia... sabbia ... sabbia...
non è una bellissima parola?

Amo il suono della esse, in sabbia.
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categoria : citazioni, emozioni