martedì, 26 febbraio 2008

Elide
Quel sabato si sentiva stanca. Con la stanchezza di settimane insonni. Svuotata. Testa d'ovatta. Un leggero pulsare alla tempia, un ticchettare che assecondava la pioggia leggera di fuori. Svegliata dallo squillo impossibile del cellulare dimenticato acceso. Niente di peggio, per mandarti in vacca la prima giornata di riposo dopo un secolo.
Ma quando il sonno è un lusso, concedertelo è il colpo di grazia. Perché alla stanchezza si assomma un vago senso di distorsione ed irrealtà. Comunque adesso era sveglia, forse ci voleva un caffè

Martino
Spense l'ultima sigaretta del sabato. La pestò ben bene nel posacenere, con un vago senso di sconforto. Ogni volta che aspirava con voluttà l'ultimo tiro della giornata, sentendosene al contempo disgustato, pensava che era ora di smetterla con le sigarette. L'ultimo istante di consapevolezza, prima di spegnere la luce.
 
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categoria : elideade




venerdì, 22 febbraio 2008

Ti aspetterò in una stanza buia, in silenzio.
Ti aspetterò dentro un letto, respirando piano.
 
Aspetterò di sentire la chiave girare lentamente nella toppa,
trattenendo l’emozione.
Aspetterò di vedere la tua ombra profilarsi
nel cono di luce della porta aperta.
Aspetterò si chiuda alle tue spalle,
avvolgendoci per la prima volta nel buio comune.
Ti accoglierò senza parole,
lascerò siano le nostre mani
a riconoscersi, a riconoscerci.
Ti terrò stretto a me,
imparando a sentire il tuo respiro,
il senso del tuo esserci.
 
Poi ascolterò i tuoi sogni,
ascolterai i miei.
Lentamente aspetteremo
diventino realtà.
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categoria : lettere, emozioni




martedì, 19 febbraio 2008

Una mail... poche parole e un'emozione.
Testimonianza del tempo che passa, senza cancellare.
Poche parole.
Bastano a volte.

postelente

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categoria : emozioni




mercoledì, 13 febbraio 2008

Stanchissima, sta tornando a casa dal lavoro.
Appesantita da una giornata impossibile ed interminabile. A tracolla la solita borsa enorme, stracolma di tutto, più che una borsa, un container. Se non bastasse anche il portatile, che sarà portatile, ma pesa.
Senza contare il paio di chili di documenti che non riesce mai a non portarsi avanti ed indietro, ogni giorno. Per lo più inutilmente, ma se poi non dovesse ritrovarsi quello che invece quell'unica volta serviva?
Per non farsi mancare nulla anche la borsa della spesa fatta all'ultimo secondo.
Sono le 20 circa, mentre attraversa la strada, vicino alla stazione centrale. Sorride, perché queste giornate stressanti la mettono di buonumore. Sensi di colpa atavici che una sana espiazione sembra ridimensionare.
Cerca di attraversare, titubante, da circa mezz'ora. Non che sia indecisa, è solo che le strisce pedonali sono diventate segnacci privi di significato, anzi in grado di suscitare nell'automobilista medio un sano senso di rivalsa, quasi una sfida a bowling, con la certezza di poter fare strike,
Mentre, soccombendo sotto il peso, traballa, sbilanciandosi in ripetuti, quanto inutili, tentativi di attraversamento, le si avvicina un uomo. Di colore, altezza media, bellissimo sorriso ed occhi profondi. "Ci mancava qualcuno che mi chiede informazioni!", pensa. Ma si sporge, per rispondere. Educazione innata, forse ulteriore retaggio dei sensi di colpa di cui sopra.

- L'invfernou di schilly è viscinou! -
E si allontana, con lo stesso luminoso sorriso con cui si è avvicinato.

Rientra, con contorsioni indicibili per il recupero delle chiavi di casa e relativa apetura. Si chiude la porta alle spalle, spingendola col piede, le  chiavi tra i denti.
Lancia tutto sul divano, si libera delle scarpe e... prima che il pensiero della cena da preparare abbia il sopravvento, finalmente si chiede:
"Ma inferno o inverno? e poi...schilly? scilliii? Ma chi ...zzo, è 'sto schilly?"

Poi accende il gas.

 

 

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categoria : miniracconti




giovedì, 07 febbraio 2008

TivoliStavo cercando una porta.

Non una porta qualsiasi.

 

Meta precisa, termine ultimo di quanto sinora ho solo circumnavigato.

Porta che fosse transito e tramite, compiutamente.

Qualcosa ora condensa. Piano. Lentamente si sostanzia in me.

Ma in questo infittirsi, vedo.

Come materia che conduca il suono. Finalmente nitida, sullo sfondo la porta.

E questo silenzio, quest'attesa è l'ultima.

Perché, per quanto cercata, non ero certa ci fosse, che si aprisse per me.

E aspetto a varcarla. Mi soffermo sui margini bianchi, i grandi margini a lato che la poesia ha dentro, come li definiva Eluard.

Ma ora so che esiste e l'attraverserò.

In silenzio.

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categoria : emozioni, metafore




giovedì, 07 febbraio 2008

Una giornata interminabile, domani di nuovo sveglia all'alba. Domani si fa per dire, devo alzarmi tra quattro ore esatte, ammesso che mi addormenti ora. Non so quale strana sostanza circoli indisturbata nel mio organismo, comunque è portentosa. La notte. La mattina il suo livello cala drasticamente. Così ho perso due ore della mia vita a cambiare tutti i colori qui dentro. Senza capire niente di linguaggi tecnici, solo con la cocciutaggine inside di fare anche quello che non so fare. Ne valeva la pena? Si. Non certo per i risultati, quelli contano poco. Per la cocciutaggine in sè. E l'onnipotenza di gestire i colori.

Quelli che la mattina sono come sono, invece.

Grigi, dopo i mille #353734ABB e qualcos'altro...

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categoria : riflessioni




domenica, 03 febbraio 2008

 
Federica: A proposito, volevo chiederti, che ne pensi di quell'idea di Fabrizio?
Francesca: Quale idea?
Federica: Ma come, dai, quella della sceneggiatura sulla community!
Francesca: Sceneggiatura?! Quale sceneggiatura?
Federica: Davvero non l'hai letta?
Francesca: Letto cosa?
Federica: Ma si, la sceneggiatura per un film sulla nostra community,
quell'idea di Fabrizio...
Francesca: Fabrizio chi?
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categoria : dialoghetti




sabato, 02 febbraio 2008

Leggendo qua e là nella blogosfera, con sufficiente indolenza, ho scoperto tante piccole perle. C'è gente davvero in gamba, accidenti!

Creativa. Persino qualcuno geniale. Il bello è che ci sono community nelle community e se riesci a trovare anche un solo grande blogger... di link in link dipani un universo intero di emozioni. Emozioni e stupori, sapori, suoni, colori, linguaggi. Poi, per fortuna, inciampi anche in tanta idiozia.

Per fortuna, ché l'autostima stava scemando...

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categoria : riflessioni