Io mi diverto molto a raccogliere tubi usati.
Ne ho un'intera collezione e qualche volta mi diverte esibirli anche in salotti buoni.
Si prestano molto alla conversazione, pur risultando troppo metallici, a volte.
Quando sono giù di tono li uso come lip gloss, i riflessi metallici mi donano.
Tarcisio mi dice sempre che dovrei brevettarlo quest'uso,
ma non sono d'accordo su questo punto.
Veramente non sono d'accordo con lui praticamente su tutto.
Come quella volta che ebbe la felice idea di nascondermi il senso.
Perchè se mi tolgono il senso, io divento una bestia.
Colleziono tubi, mica mi sforzo di capirli.
Giorni che scorrono veloci, sovrapponendosi.
In un tempo che sembra non appartenermi.
Un battito di palpebra leggero separa dalla notte, un giorno nuovo.
Faccio quel che devo, smarrita, sommersa.
Nel tempo che mi stritola il cuore, affollando la mente,
appesantendo il mio corpo, fatica che respiro.
In quell'istante, uno solo, nel giorno, mi sento.
Io sono... felice...
ed ho paura, a dirlo.
Cos'è una scelta?
La possibilità tra diverse opzioni, opportunità, alternative.
La scelta implica un'azione: Fare una scelta, prendere una decisione.
Dal latino de-cidere etimologicamente "tagliar via".
Decidere per un'opzione equivale a "eliminare" tutte le altre,
ovvero lo scegliere, l'azione corrispondente, ha una sua "irreversibilità".
Questo ci costringe a fare i conti con il fatto che qualunque scelta
comporta il preferire qualcosa ed escludere il resto.
Dando alla scelta il senso di definitiva,
perchè l'asse del tempo scorre lungo un asse preferenziale.
Viviamo in un mondo che ci mostra mille opportunità,
che ci ammicca come se tutte fossero contemporaneamente possibili.
Allora scegliere è difficile. Restiamo legati al "pensiero magico infantile" in cui tutto è simultaneamente ed ugualmente possibile. Sapere di dover operare delle scelte attiene alla maturità.
La scelta non è rinuncia, ma implica rinunce.
La positività della scelta è nella scelta in sè,
poichè pur in presenza di altre opzioni, è stata preferita.
Anzi, una scelta ha tanto più valore quanto più "forti" sono le rinunce che essa implica. Il fatto che implichi rinunce è di fatto il suo valore aggiunto. Se non prevede la rinuncia ad opzioni diverse comunque appetibili, che scelta è?
Altro è, una volta deciso, permanere nel dubbio.
Continuare a sentire che forse, se magari... se invece...
Ma questo non è pensare alla scelta come ad una rinuncia.
E' il non capire che... una volta scelto, deciso,
il resto non è più ugualmente probabile, è già tagliato via.
E' rifiutare la responsabilità che ogni scelta implica.
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pensieri e parole cullati
dentro un sabato pigro
accoccolati accuditi protetti
lasciati librare sereni
S’aggirava. Restia, insistente tra muri soliti.
Un filino d’argento tra le ali ingentiliva il tozzo corsetto di raso nero.
Nella penombra s’insinuava un cono di luce, tra persiane socchiuse.
Fascio lucente di mille frammenti. Roteava.
Così, nel silenzio di quell’ora volle seguirlo.
Ma il cielo aperto genera terrore in chi ama cantucci tiepidi e familiari.
Un senso angoscioso dello spazio l’afferrò.
Ronzava smarrita, senza riuscire ad assaporare la dolce aria di libertà.
Si posò. Vetri di una alta e stretta finestra. Sbirciava curiosa la stanza.
Alti soffitti a cassettoni s’aprivano al suo sguardo.
Nella quiete ombrosa, su vecchie pareti istoriate, puttini scrostati
sembrano sorridere ed ammiccare ad inesistenti visitatori.
La mosca voleva entrare...
Ne pregustava con ansia il vago sentore di chiuso ed umido,
senso di paradisi sognati ed avuti mai.
Colore del miele, dolce suo sapore...
Le zampine annaspavano testarde, nel tumulto del cuore.
Cozzava, respinta da muri chiusi da sempre.
Potevi sentirne il respiro affannoso.
S’acquietò di colpo. Con insolita razionalità seguiva il profilo
di vecchi legni del telaio.
Nulla, non vi erano fessure. Non taceva, quella voce nel cuore.
Di nuovo a cozzare sui vetri, smarrito il senso di inutili sforzi.
Non troppo però...
Un poco dolorante, contrita scrollò le alucce e volò.
C’è una stanza che è piccola, luminosissima e calda, dentro.
Il sole vi gioca ogni giorno in mille arabeschi dorati.
La mosca vi entrò...
E’ bello essere in sé, guardare il mondo tra muri soliti.
Scorazzare irrequieti su linee immaginarie, itinerari di sempre.
Piccola mosca, vorrei seguirti.
Ed io sono capace di inutili parole,
mentre stempera l’ozio nelle sue infinite righe...
Ultimamente mi risulta difficile capire alcuni comportamenti. Non so se ho perduto sensibilità e attenzione verso gli altri o semplicemente parto da assunti sbagliati. Assunti quali il rispetto e la disponibilità, l'aspettarsi coerenza tra intenzioni espresse ed azioni.
Provo un leggero smarrimento, quando mi accade. Come perdere qualcosa o smarrirsi nella folla. La percepizione d'essere più numeri che persone, a volte.
Ma scivola.
Come la vita, sempre.