Ci sto pensando in questi giorni.
Cosa significhi la scrittura per me. Scopro di non saperlo più.
Quello che è stato non basta più... e non so ancora se sono capace di farne altro.
Ci penserò.
*
III
IIIII
IIOII
IIOIIII
OIIIOII
IIOIIIOII
IOIIIIIIIIIII
IIIIIIOIIIIIIII
IIIIIIIIIIIIIOIIII
II
II
II Il natale mi sta sulle palle, ma non quelle dell'albero...
Ho seguito il sentiero delle tue parole.
La tua voce mi ha guidato, avvolgendomi i sensi.
Mi hai completamente svuotato e riempito di nuovi suoni ed odori.
Ho sentito la tua voglia crescere tra le mie labbra, mentre mi espandevo nelle tue,
nel calore delle nostre intimità confuse.
Ho lasciato che il tuo corpo mi attraversasse ed ho attraversato il tuo.
Ho sentito le tue mani, la tua bocca ricomporre una immagine diversa di me, mentre la tua pelle ridefiniva i miei confini.
Ti ho portato nel mio ventre come un peso dolcissimo,
come una creatura che cresce dentro lentamente a definire la sua identità.
Ogni giorno un poco di più.
Ti ho cullato tra le mie braccia,
abbandonato al mio seno, offrendoti il mio latte.
Ho capito che ci sono e sarò sempre per te.
Per ognuna delle assenze,
per ognuna delle ferite che la vita ha lasciato in te.
Vorrei attraversassimo insieme il silenzio,
nel vuoto dilatato dei nostri corpi vicini
a sentire l’emozione salire come una marea a bagnarci il cuore.
Insieme in questa felicità nuova,
fatta di silenzio e luce.
"Perfino l'eternità, un tempo, durava di più". (S. Lec)
L'universo ha un ritmo:
il ciclo delle stagioni, l'alternanza del giorno e la notte,
i battiti del cuore, il respiro... sono connessi al movimento.
Il ritmo è la ripetizione di un dato movimento nel tempo.
In modo riproducibile ed armonico.
Ripetizione che possiamo usare,
abbiamo scelto di usare come misura del tempo...
Ma il ritmo non è il tempo,
solo una misura codificabile del suo scorrere.
"Che cosa e', allora, il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so;
se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so." (Sant'Agostino)
Il tempo per noi, io lo chiamo il tempo vero...
Quello che si può misurare col ritmo del nostro esserci,
con il battito vitale della nostra consapevolezza.
Sia perdersi nella musica o nella natura, nell'acqua di un lago
o nel sorriso di chi ami.
"C'è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo." (C. Baudelaire)
"Il tempo non si trova... si prende." (M. De Santis)
"Il tempo: ciò che l'uomo è sempre intento a cercare di ammazzare, ma che alla fine ammazza lui." (H. Spencer)
Il tempo non è uno solo...
Cento, mille tempi ancora...
Fisico, geologico, fisiologico...
Un insetto che vive solo poche ore credi lo "senta" scorrere come noi?
Nelle sue poche ore racchiude una vita intera e per lui sono ottant'anni...
Ti accorgi mai di una frazione di secondo?
Se ti viene addosso un tir...La cogli...
I pomeriggi infiniti dell'infanzia come scorrono diversi
nei tuoi di oggi sincopati, tra un impegno ed un salto in palestra,
poi la cena, sei già in ritardo...
Tempo c'è sempre per chi ami,
per quello che ami,
per quello in cui credi,
chi non sa trovarlo,
non ha tempo per sé...

La vita non sempre segue il percorso che avremmo sperato.
Eventi imprevedibili minano i nostri raccolti,
i nostri semi scivolano via da solchi amorevolmente tracciati.
Le erbe infestanti sono difficili da estirpare,
i prezzi di mercato non tengono conto dell’amore
investito nel coltivare le nostre piante.
Ma questo non può, non deve,
impedirci ogni giorno di tracciare nuovi solchi,
dedicare cure ed attenzioni ad una terra umida e fertile,
investendo nuove energie, scegliendo nuovi semi,
aspettando germogli saporiti.
Nessuna grandine, nessuna gramigna,
impedirà mai alle nostre piante
di crescere ancora ed ancora,
nei nostri sforzi rinnovati,
all’ombra del nostro amore.
A tutti quelli di noi che sanno crederci ancora,
e soprattutto a quelli che non riescono a crederci più...
Ognuno ha dentro un percorso che riconosce e definisce nel tempo.
A volte in modo naturale, quasi automatico, senza accorgersene.
Altre volte invece senti tutta la fatica del riconoscere la tua strada, al bivio.
Sbagli strada, ritorni sui tuoi passi.
Magari ti piace per un po’ annusare paesaggi diversi,
confrontarti con cammini che sai non ti appartengono.
A volte il tuo sentiero ha rovi lungo il ciglio, li temi,
poi invece scopri che i segni che le spine sanno lasciarti sulla pelle,
sono la prima cosa che è riuscita a darti senso al tutto.
Certe volte ti siedi, non sai se sei stanco,
o semplicemente hai poca voglia d’andare.
Certe volte corri, abbreviando i tempi,
perdendo il gusto dell’andare.
Per lungo tempo ho pensato di non far altro che sbagliare strada,
scegliere percorsi che non mi corrispondevano.
Oggi so che anche questo è la mia strada.
Che la strada che ho dentro e sto imparando a riconoscere,
è fatta di tracce e memorie diverse che ogni volta trascrivo.
Nel farlo mi centro.
Sono qui e sto andando.